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Il piano di lancio | Lancio e tecniche di Pesca a Mosca | Forum

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Il piano di lancio
31 marzo 2015
09:53
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LUCAC71
Corropoli (TE)
Amministratore
Messaggi del Forum: 10480
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23 settembre 2012
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lanciando con alcuni pescatori che hanno iniziato da poco con la mosca, ho notato che uno dei maggiori problemi è il piano di lancio, ovviamente non è l’unico fattore da correggere, ma certamente uno dei primi su cui lavorare

una delle difficoltà che si incontrano è quella di far comprendere la traiettoria del cimino nel piano, quando il piano non è più a 90 gradi

per 90 gradi intendo con la canna verticale, diciamo che si intende sempre piano dell’acqua a 0 gradi

più faccio abbassare il piano verso i 0 gradi e più perdono il piano

penso che uno strumento molto utile è il “portapiano” di marino, che aiuta molto a correggere il problema e a capire bene le direzioni che il braccio deve avere

ricordati:
1) di presentarti a simfly.it nell'apposita sezione
2) di non porre domande su argomenti già aperti
3) se ravvisi un problema parlane prima in privato con i moderatori

31 marzo 2015
10:30
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paolo81

Subimago
Membri CD
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23 settembre 2012
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Ciao Luca. 

Mio mantenimento del piano, non è cosa da poco. Sicuramente il porta piano di Marino è un ottimo strumento, come possono essere le riprese video per correggere gli errori. 

31 marzo 2015
14:14
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Giosuè Valentino

Imago

Istruttore SIM
Messaggi del Forum: 752
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23 settembre 2012
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Il piano di lancio,e quindi la sua angolazione è importantissimo, specialmente per i neofiti,perchè dal lancio verticale a 90° scendendo man mano fino a parallelizzare il lancio sull’acqua  la prima cosa che bisogna far notare è la velocità di lancio che deve aumentare notevolmente, pena caduta di tensione del sistema lancio.

31 marzo 2015
16:53
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gianni

Imago
Membri CD
Messaggi del Forum: 627
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23 settembre 2012
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Altra cosa importante è partire diritti : canna, coda e braccio allineati e, successivamente mantenere il raggruppamento del gomito sul fianco. Queste semplici costrizioni mi hanno aiutato molto e a voi?

31 marzo 2015
17:29
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LUCAC71
Corropoli (TE)
Amministratore
Messaggi del Forum: 10480
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23 settembre 2012
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tutte cose giuste, ma per noi che siamo istruttori non abbiamo problemi a capirle certe cose, invece per gli allievi trovo molto importante il “porta piano” di marino, come dice paolo, perchè permette di osservare il movimento del braccio e capire ciò che deve essere fatto

una delle maggiori problematiche del piano è il rientro nel front cast, ci fa perdere velocità, direzionalità e porta il loop fuori piano

ricordati:
1) di presentarti a simfly.it nell'apposita sezione
2) di non porre domande su argomenti già aperti
3) se ravvisi un problema parlane prima in privato con i moderatori

1 aprile 2015
18:55
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LUCAC71
Corropoli (TE)
Amministratore
Messaggi del Forum: 10480
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23 settembre 2012
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gianni concordo, tenere il gomito vicino al corpo aiuta e non poco

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2) di non porre domande su argomenti già aperti
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1 aprile 2015
19:26
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paolo81

Subimago
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Messaggi del Forum: 400
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23 settembre 2012
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Oltre al gomito può aiutare anche il posizionamento della mano che nel back cast deve avvicinarsi al petto

2 aprile 2015
00:25
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ERI - Pe

Mayfly

Socio SIM
Messaggi del Forum: 2117
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7 febbraio 2007
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Non sono un istruttore ma vorrei dire qualcosa al merito.

D’accordo su tutto, ma il problema è che gli allievi, soprattutto se neofiti, devono seguire attentamente le prime lezioni teoriche, cioè quelle che anticipano le prime lezioni pratiche, come l’istruttore deve catturare l’attenzione degli allievi stessi, che scalpitano per recarsi sul fiume, soprattutto dopo aver osservato le trote bollare come a Castel di Sangro o sul Nera a Borgo Cerreto. L’istruttore deve essere cosi convincente nello spiegare l’importanza del piano di lancio, come nello spiegare il resto della lezione e rendersi conto se gli allievi hanno capito bene la lezione, altrimenti è cosa ardua spiegare di nuovo tutto con gli allievi stessi che guardano ed ascoltano più l’acqua che l’istruttore. Molti istruttori con calma e buona eloquenza ci riescono, ma non tutti sono così, e non avete la con me che è la realtà. Ho notato che gli allievi che hanno frequentato le prime lezioni, di quelle che si svolgevano in palestra, hanno appreso meglio il significato del piano di lancio e si sforzano a mantenerlo . . . . finché, alle prime lezioni pratiche sul fiume si distraggono e mandano a monte tutto ciò imparato in palestra con grande scoraggiamento degli istruttori, che alla fine non possono dedicare tutto il tempo a pochi ma cocciuti allievi (io ero uno di questi testoni essendo autodidatta e lo so benissimo).

Quindi massima cura e tempo nello spiegare in teoria il significato del piano di lancio e come mantenerlo.

I video aiutano, ma nello stesso tempo non danno la possibilità di provare a breve termine, cioè si deve attendere il giorno dopo per riprovare, a meno che c’è uno schermo a portata di mano per dimostrare in tempo reale gli errori (penso che un tablet e una telecamera tipo Go Pro da portare sul fiume faccia la differenza, come ipotizzato all’ultima assemblea di Bologna), il resto sarà tutto duro allenamento, ma sotto la supervisione di un compagno che sappia il fatto suo e che ci faccia notare gli inevitabili piccoli errori.

2 aprile 2015
09:10
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gianni

Imago
Membri CD
Messaggi del Forum: 627
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23 settembre 2012
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Io penso che la realizzazione di una “guida” didattica semplice, scritta, su cui programmare i primi approcci ai neofiti sia importantissima. Questo sia per aiutare gli istruttori alle prime armi che quelli più scafati. Ricordiamoci che non siamo tutti uguali, e  l’abilità dell’istruttore è anche di sapersi adattare al carattere e all’età dei vari allievi. Purtroppo alla SIM non mi sembra che sia mai stato fatto ed è un vero peccato. Chi di voi ha letto testi o libri di scuole straniere, si sarà reso conto ci quanto spazio è dedicano alla didattica.

ciao

gianni

2 aprile 2015
09:24
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LUCAC71
Corropoli (TE)
Amministratore
Messaggi del Forum: 10480
Iscritto dal:
23 settembre 2012
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rimanendo in tema di piano, quello che ho notato è che, se si corregge questo primo errore, le cose migliorano nettamente, poi verranno le altre correzioni ovviamente

in occasone del prossimo corso sul nera, chiedo a marino di portare quell’attrezzo (porta piano) in modo da avere un supporto come l’anno scorso ed agevolare gli allievi

ricordati:
1) di presentarti a simfly.it nell'apposita sezione
2) di non porre domande su argomenti già aperti
3) se ravvisi un problema parlane prima in privato con i moderatori

2 aprile 2015
12:01
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malik

Mayfly

Istruttore SIM
Messaggi del Forum: 1949
Iscritto dal:
23 settembre 2012
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ERI – Pe ha detto

I video aiutano, ma nello stesso tempo non danno la possibilità di provare a breve termine, cioè si deve attendere il giorno dopo per riprovare, a meno che c’è uno schermo a portata di mano per dimostrare in tempo reale gli errori (penso che un tablet e una telecamera tipo Go Pro da portare sul fiume faccia la differenza, come ipotizzato all’ultima assemblea di Bologna)

Ciao Eri,

Eccellente riflessione come al solito. Mi permetto di completarti su un punto: abbiamo oramai i mezzi di prendere in video gli allievi e di mostrarloro direttamente, sul posto, i loro lanci al rallentatore sulla tablet. È un mezzo didattico di molto grande efficacia !

Un’applicazione come Ubersense è utilizzata già regolarmente a tal fine nei nostri corsi e stage SIM  da due anni (trovi qui una illustrazione di ciò che è possibile fare con questa applicazione : http://www.ubersense.com/video…..ly-fishing  o http://www.ubersense.com/video…..y-fishing# non sono angolati, eh !laugh)

Un caro saluto 

M. 

Per vedere i nostri video click qui : Vimeo Simfly

2 aprile 2015
14:09
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Martin pescatore
Pescantina (VR)

Subimago

Istruttore SIM
Messaggi del Forum: 271
Iscritto dal:
23 settembre 2012
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@malik

grazie per la segnalazione,

ho visto che c’è anche la versione per android.

Lo installo a breve.

wink

Martino Ricciardi - Fly Casting Club VeRona

2 aprile 2015
14:21
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Maria Elena

Mayfly
Membri CD
Messaggi del Forum: 2152
Iscritto dal:
23 settembre 2012
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Grazie Malik, dovrai insegnarmi ad usare questo programma

kiss elena

2 aprile 2015
15:19
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malik

Mayfly

Istruttore SIM
Messaggi del Forum: 1949
Iscritto dal:
23 settembre 2012
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Martin pescatore ha detto

ho visto che c’è anche la versione per android.

wink

Si, finalmente ! Ottimo programma, vedrai 

X Elena : è semplice ad usare wink

Ciao 

M. 

Per vedere i nostri video click qui : Vimeo Simfly

4 aprile 2015
17:09
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ERI - Pe

Mayfly

Socio SIM
Messaggi del Forum: 2117
Iscritto dal:
7 febbraio 2007
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Ciao Malik,

so benissimo che Voi della Sim Suisse usate come supporto delle lezioni un pratico Tablet e una altrettanto pratica videocamera tipo Go-Pro e questo mezzo suscita grande entusiasmo per la praticità come evidenzia chiaramente ed in breve tempo gli errori di singolo allievo. Per questo, all’ultima assemblea di Bologna ho caldamente appoggiato l’acquisto di tale attrezzatura, quindi riconoscendo la validità della “trovata”, ribadisco che un valido istruttore deve lavorare di più con la propria eloquenza, come cercare di essere chiaro a tutti gli allievi lui affidati. Anzi finchè ci sarà ancora qualche allievo che non ha chiaro il significato del piano di lancio e la sua utilità, personalmente direi di evitare di recarsi a provare sul fiume o addirittura in prato, proprio per evitare che sbagliando di continuo, l’allievo faccia del proprio errore un vizio, successivamente difficile da eliminare, come la flessione del polso  che è l’errore peggiore presentato dalla totalità degli autodidatti, me compreso.  Anche l’istruttore deve fare la sua parte, spiegando chiaramente all’allievo la causa del lancio andato a male, fino a spiegargli il meccanismo della canna stessa, cioè come reagisce il complesso canna – coda di topo – finale e tip in base all’errore fatto durante quel lancio. E’ inevitabile che man mano discutendo si arriva ad usare termini tecnici, sicuramente chiari ai lanciatori che sono in assiduo contatto con la scuola, ma un povero principiante, debuttante in un corso così tecnico e minuziosamente articolato come quelli nostri, mbeh! è come cadesse dalle nuvole e per stare dietro al treno delle lezioni cerca di interpretare i termini in modo personale, per ciò è necessario che l’istruttore, in fase teorica ed anche sul fiume usi parole semplici ed elementari per illustrare il concetto con esempi (verba volant, exempla traunt), senza vergognarsi di non poter usare paroloni che fanno effetto con gli altri istruttori, ma qui, per carità, ci stiamo rivolgendo ad una platea di principianti del lancio, anche se alcuni hanno decine di anni di pesca a mosca e centinaia o migliaia di catture sulle spalle (come lo sono stato io stesso). Invece molti spiegano in poche e fumose parole il concetto del lancio e/o dei lanci in programma per la giornata e via sul fiume (il primo a fare questa pratica è stato proprio l’illustre Roberto Pragliola), dove gli allievi arrivano alla spicciolata, perché qualcuno si è fermato a fumare una sigaretta, qualcun altro a mangiare un panino o bere una birra, chi altro si è fermato al cesso a fare in impellente bisogno. E questi allievi come arrivano sul fiume già hanno perso la parte migliore della lezione per poi arrancare disperati per mettersi all’altezza di quelli che erano sul fiume prima dell’arrivo dell’istruttore.

Ricordo le mie prime lezioni di sci per perfezionarmi nell’agonismo, il maestro di sci, il bravissimo e valido, Roberto Siorpaes e i successivi maestri, ci mettevano sull’avviso di non fare tardi al mattino ed arrivare in tempo alle lezioni come agli stage, proprio per evitare di perdere quelle piccole sfumature della lezione che fanno la differenza. Io mi guardavo bene dal fare ritardo, pur essendo un incorreggibile poltrone ritardatario, ma alla fine ero in linea con lo stage e al termine delle lezioni il miglioramento era evidente anche a me stesso, quando facevo un veloce percorso tra i pali dello slalom gigante. Anzi ti racconto che li in Marmolada, allora i paletti non erano quelli di plastica vuota di oggi, ma di legno pieno di nocciolo dritti lunghi e così duri che se ci sbattevi con una spalla non c’era imbottitura da evitare una bestemmia e con una trentina di queste ti prenoti il passaggio all’inferno. Poi se ci sbattevi la crapa, cioè la testa, gli elmetti di oggi erano allora una cosa bizzarra, quindi vai e thumb! che botta terribile . . .ma non avevi tempo di fiatare altrimenti sbatti contro il paletto successivo ed un altro Thumb! 

Per forza di cose bisognava agire correttamente, come qui da noi con il piano di lancio, ma al primo errore non c’è chi ti da una frustata alla schiena per rammentare un lancio corretto, e perché quello che ti urla l’istruttore non sei in grado di apprendere a causa della confusione creatasi e per l’impegno di dover tenere la coda su e giù in aria a meno di mettersi solitari a lato di un vecchio muro rugoso e provare scorticandosi le nocche delle mani se si sbaglia di frequente. Chi ha passato questo supplizio, oggi conosce la differenza tra un lancio il piano e uno fuori piano . . . gli altri per non fare i sacrificio del sentir dolore restano al palo. Che ci vuoi fare?

4 aprile 2015
21:05
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Lorenzo Nogara

Mayfly

Istruttore SIM
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23 settembre 2012
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Grande Eri, non sapevo che avevi fatto agonismo sugli sci!  Pure il sottoscritto ha fatto delle gare sugli sci (qualif. Zonali, le famose QZ ) in cui i paletti erano di duro legno e la tecnica per evitarli era quello di spostarli con il braccio entrando sul palo già con il passo spinta ideato dal grande Thoeni, anche gli sci erano un tantino diversi da quelli di oggi. Bei tempi!

Ciao LorenzoVda

5 aprile 2015
12:03
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vincenzo

Subimago
Registrato
Messaggi del Forum: 331
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23 settembre 2012
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Gli sci,quanti ricordi, che nostalgia … quanti sciatori ho raccolto nei bei tempi del soccorso alpino!!! :-)

Scusate l’OT ma è stato più forte di me, odio lo sci ed amo la pesca.

6 aprile 2015
01:55
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ERI - Pe

Mayfly

Socio SIM
Messaggi del Forum: 2117
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7 febbraio 2007
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X Vincenzo e Lorenzo.

Mi rallegro che anche voi siete appassionati di sci alpino . . . oddio mi fate ricordare tanti bellissimi episodi di gioventù descrivendo come era lo sci allora. Paletti in legno di nocciolo massiccio, anche se esistevano quelli in leggero bambù che venivano sconsigliati perché se si spezzavano lasciavano pericolose schegge che erano un rischio per le maniche delle giacche imbottite e per gli occhi di chi non portava gli occhiali, specie quelli a mascherina. Gli innumerevoli modelli di sci avuti, con grande dispendio di denaro che prelevavo dalla paghetta o dalla paga che aiutavo mio padre nella conduzione del suo ristorante. La gioia del negoziante di fiduciaarrow-10x10.png

nell’illustrare le ultime novità in fatto di sci e scarponi, che venivano da me scelti in base al campione del momento che li adoperava, come i Rossignol Strato del bravissimo e fascinoso francese Patrick Russel, o i Dynastar dell’altrettanto bravo scivolatore sempre francese Adrien Duvillard. Poi vennero i Persenico Spolding del grandissimo Gustav Thoeni ed inventore del passo spinta, campione rimasto nel cuore di molti appassionati  italiani. Quindi venne l’era del marziano svedese Ingo Stenmark e del suo innovativo sciare con la tecnica skating quasi tutto poggiato all’indietro che lo faceva andare velocissimo anche se instabile, ma lui ci riusciva come pochissimi o nessuno. Poi vennero i simpatici gemelli americani Phil e Steve Mahre che ricordo una gara dove identici si scambiarono i pettorali e scoperti vennero squalificati. Poi Marc Girardelli talentuoso multispecialista lussemburghese di origini italiane, ancora poi gli austriaci outsider in ogni specialità ma veri draghi nella discesa libera come il grande Franz Klammer <Konigh Franz> cioè Franz l’imperatore che dava distacchi incolmabili al secondo arrivato con i suoi splendidi e lunghissimi sci Kneissl da m 2,40, ancora dopo arrivarono i formidabili svizzeri con il bravo Pirmin Zurbriggen, “San Pirmino”, che in uno stage di prova degli sci Kastle, sul ghiacciaio dello Stelvio mi rifilò un distacco di 15 secondi, argomento per sfottò per tutta l’estate successiva sulla spiaggia di Pescara, infine arrivarono i Norvegesi che beati loro possono allenarsi tutto l’anno e perfino a mezzanotte con il sole che nel loro paese non tramonta mai. Scusate ho riassunto una piccola ma lunga storia dello sci moderno degli ultimi 40 anni, passione per me irresistibile e vissuta in pieno che avevo trasformato il mio garage in officina per sciolinare e riaffilare le lamine dei miei attrrezzi ed anche quelle degli amici. Addirittura in quegli anni, sulla Marmolada, conobbi il grandissimo Alberto Tomba, altro grandissimo atleta italiano che ha scritto uno dei momenti più esaltanti dello sci alpino mondiale, allora ragazzino che veniva ad allenarsi con tutta la famiglia compreso il padre che era una persona alla mano e sempre pronta a fare divertenti scherzi. Una pagina indimenticabile della mia gioventù, con i grandi amori e le cocenti delusioni nate in pista. Poi troppo invecchiato ed avendo perso alcuni cari amici, validi incoraggiatori e spronatori, ho accantonato le gare e mi sono dedicato alla pesca, prima in quella generica poi totalmente a quella a mosca, ma ringrazio il buon Dio di avermi dato la possibilità di vivere quel grande episodio della mia vita che è stato lo sci alpino, dove ho conosciuto tante brave e care persone, come atleti agonisti e non, maestri, allenatori ed operatori turistici, persone che resteranno sempre nei miei affetti e nel mio cuore. Adesso ci siete Voi amici pescatori a mosca della SIM che avete riempito quel vuoto, quindi:

                                                                                     VIVA LA PESCA A MOSCA

 . . . e mi scuso con il WM per il lungo OT, pazienza Luca, è per me argomento troppo irresistibile da non raccontarlo.

6 aprile 2015
21:37
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Lorenzo Nogara

Mayfly

Istruttore SIM
Messaggi del Forum: 1849
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23 settembre 2012
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Dai Eri oggi è pasquetta per cui Luca non fa caso all’OT.

Io ho iniziato a fare gare QZ con un paio di C4 Fischer per lo speciale, mentre avevo all’inizio un paio di Elan 210 cm. per il gigante. Poi, visto che costruivano i Maxel propio qui ad Aosta, mi diedero dal reparto corse della ditta un paio di Maxel azzurri da gigante 203 cm. che posseggo ancora muniti di attacchi Salomon SS Rossi. Ho ancora tutto il necessario per rifare le solette degli sci, dalle lime per lamine al ferro per tirare la sciolina ecc. Hai ragione bellissimi ricordi. Non dimentichiamoci che in SIM abbiamo un Istruttore nazionale di sci al secolo Marco Martini, che lavora proprio a Roccaraso. Se poi parliamo di bici, ne ho anche li da raccontare.

Ciao

Lorenzovda

8 aprile 2015
01:06
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ERI - Pe

Mayfly

Socio SIM
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7 febbraio 2007
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Già . . . a Pasquetta il buon Luca, chiamato anche Tarlino per la sua incondizionata dedizione a qualsiasi attività che svolge, è con la sua famiglia a fare una bella scampagnata, magari in riva al fiume Nera, quindi è tornato a casa stanco ma felice per una bella giornata passata con i suoi.

Riprendendo il nostro discorso sulle passioni comuni, gli sci Maxel li ho avuti anche io, lunghi m. 2,05 ma con attacchi Look Nevada e che begli sci, pur essendo completamente in plastica e prodotti dalla italianissima Mazuchelli celluloide, ma non sapevo ad Aosta, pensavo su in Lombardia. Nei percorsi ghiacciati o con neve dura e scalinata vibravano pochissimo, come il modello da gigante se leggermente più corto se la cavava magnificamente nelle curve strette da speciale. Credo che sia l’antesignato dei nuovi modelli da carving perché già allora aveva una sciangratura accentuata rispetto ai modelli di altra marche. Li presi su consiglio del mio negoziante, il carissimo amico Gino Marino, ora non più tra noi, che è stato il mio padre sciistico, nonché incoraggiatore insieme al presidente della mio circolo sciatori insieme al presidentissimo Avv. Achille Turri che mi incoraggiava e spronava a fare paletti su paletti.

Ricordo che me li fece provare quando gli descrissi un percorso stretto e ghiacciato, di una pista di Campo Felice, percorso da fare obbligatoriamente per tornare a valle al parcheggio delle auto ed era un vero campo di battaglia con poveri sciatori poco esperti sdraiati e doloranti sul ghiaccio vivo lungo la pista, nonché la barella del soccorso alpino che il percorso lo conosceva a memoria da farla andare da sola, dato i frequenti su e giù che faceva per raccogliere i sfortunati infortunati (ci fa pure rima). Mi serviva uno sci che permettesse di fare almeno 8 ore senza stancarmi e senza perdere efficienza nel corso della giornata. Peccato che quella ditta non ha più prodotto sci da diversi anni, ma se esiste e produce ancora mi faresti un favore nel darmi indirizzo o indicazioni complete per rintracciarlo. Ti parlo anche a favore di un amico fraterno bravissimo sciatore con il quale acquistai lo stesso modello di sci e lui stesso entusiasta. Marco Martini, è un carissimo amico come sai e so benissimo che insegna a Roccaraso. Mi piacerebbe andarlo a trovare in quella località a me familiare, ma dal 2011 non vado sui campi innevati a causa della mia malattia ed operazione del 2012 e dovrei aggiornare la mia attrezzatura. Qui a Pescara una vola c’erano diversi negozi di articoli sportivi con materiale da sci, ma oggi, con questa dannata crisi, ce ne è rimasto uno solo nella vicina Chieti, ma non offre materiale al livello che preferisco. Prima usavo comodi scarponi Salomon, quelli rossi da gara che ormai sono allentati, ed oggi non li trovo se non i Lange, già provati in passato il modello World Cup e dannazione che male già dopo neanche mezza giornata già su piste medio ripide. Gli sci che sto cercando sono i Salomon da gigante e trovato nulla in commercio se non gli ottimi Atomic, già provati in affitto su a Canazei e che prenderei volentieri se non fosse per le lamine sottilissime, facili da rovinare anzi scardinare sul maledetto primo sasso della giornata. Il resto tutto ok, ma aggiornarsi è sempre bello. Ci pensi che ancora non riesco a fidarmi completamente di Internet per acquisti on-line, forse perché sono come quei vecchi arabi che dicono <prima io vedere cammello, poi, se buono, io dare te moneta per comprare cammello>, inoltre per montare gli attacchi ci sono alcune personalizzazioni da fare e come posso dare indicazioni precise in base alla flessibilità dell’attrezzo?

Comunque per gli articoli da pesca a mosca, uso abbastanza spesso fare acquisti on-line, come l’ultima canna che mi è arrivata, cioè cercavo un grezzo della CTS “Affinity” 7’6” #3 (ma funziona benissimo con la #2) provata in un passato raduno sul fiume Sele. In Italia si trovava la versione in 4 pezzi, meno nervosa, quando preferivo la 3 pezzi . .  infatti l’ho trovata dopo una ricerca su internet proprio dal produttore in Nuova Zelanda. Una canna fantastica che ti farò provare appena possibile, anche se so che sei un testimonial della ottima Shimano. Se non ci fosse stato internet e l’E-commerce, sarebbe stata un’altra storia, ma c’è grazie a Dio.

Ancora scusa Tarlino per il lungo OT. Mi costerà qualche Devaux 700 o 699 . . . pazienza, vale la chiacchierata con il buon Lorenzo!wink

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