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ma voi come pescate? | Pagina 2 | Lancio e tecniche di Pesca a Mosca | Forum

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ma voi come pescate?
17 maggio 2017
21:24
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malik

Mayfly

Istruttore SIM
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23 settembre 2012
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Giordano ha detto
e io che ho detto. perchè mai complicarsi la vita?  

Perché ? Forze perché pescare con la mosca è già complicarsi la vita, altrimenti basta pescare con il verme, pesca che non disprezzo e che ho fatto con un immenso piacere durante anni. Forze perché nella pesca a mosca e nel lancio, la bellezza non è solo nel risultato ma anche nella maniera, magari soprattutto nella maniera. In fatto non è complicarsi la vita ma darsi piacere e divertirsi. 

Ciao

M. 

Per vedere i nostri video click qui : Vimeo Simfly

17 maggio 2017
22:13
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Giordano

Mayfly
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Messaggi del Forum: 1735
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23 settembre 2012
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io sono dell’idea che nel lancio semplice è bello. il lancio deve essere funzionale  i ghirigori non sono per me. tempo perso e risorse sprecate per far vedere agli altri o a te stesso.  io nella vita  avrò preso migliaia i pesci e non ho una foto di pesce catturato figurati se mi interessa mettermi in mostra. il divertimento passa per altri aspetti non per lanci inutilmente complessi. basta o devo continuare. sto scherzando ho grande stima di te, però non deludermi

17 maggio 2017
22:35
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malik

Mayfly

Istruttore SIM
Messaggi del Forum: 1982
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23 settembre 2012
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A ciascuno il suo, come scriveva il grande Sciascia, e a ciascuno i suoi piaceri, Giordano. 

Ciao

M. 

Per vedere i nostri video click qui : Vimeo Simfly

17 maggio 2017
23:18
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Giordano

Mayfly
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Messaggi del Forum: 1735
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23 settembre 2012
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certo che si. anche Epicuro aveva  qualcosa da dire in merito e forse in maniera più concreta e tangibile. una cosa è certa: la bellezza di un lancio o delle cose non è mai in loro ma sempre negli occhi di chi guarda. per dirla tutta è impossibile che tu possa deludermi. questa è una certezza quindi è inutile che ci provi

1 aprile 2018
10:22
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Suan

Chironomo
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31 marzo 2018
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Che bella questa discussione 

e non poteva essere altrimenti, stimo tantissimo le opinioni di Giordano, che seguo da tanto su internet :)

dico la mia: mi sono appena iscritto alla scuola proprio perché vorrei poter arrivare a rispondere, anche con articolazioni tecniche,  alla domanda “come peschi ?”

3 aprile 2018
14:48
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LUCAC71
Corropoli (TE)
Amministratore
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23 settembre 2012
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alla domanda di un qualsiasi pescatore su “tu come peschi?” mi viene da sorridere, io come pesco? e come posso trasmetterti tutte quelle sensazioni che provo quando vado a pesca

ognuno pesca con una tecnica specifica, ma in realtà sempre a modo proprio, perchè la tecnica, qualsiasi essa sia, è solo una parte della pesca, poi c’è tutto il resto

imho ovviamente

ricordati:
1) di presentarti a simfly.it nell'apposita sezione
2) di non porre domande su argomenti già aperti
3) se ravvisi un problema parlane prima in privato con i moderatori

13 aprile 2018
13:28
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Giordano

Mayfly
Registrato
Messaggi del Forum: 1735
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23 settembre 2012
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Suan ciao, grazie per l’apprezzamento che a noi vecchie ciabatte fa sempre piacere. se non ricordo male ci siamo ripromessi qualche uscita di pesca assieme, questo significa che anche io sono rimasto favorevolmente colpito da qualcosa che hai detto anche se al momento non ricordo. magari poi mi viene in mente. se vuoi c’è l’occasione alla fine di aprile il 28 e 29 stiamo organizzando con il gruppo “mosca in testa” un raduno di pesca in cui qualsiasi cosa inerente alla mosca viene presa in considerazione dal lancio ad una o due mani alle costruzione di canne di qualsiasi tipo, dalla differenza degli anelli a serpentina da quelli monoponte alle tattiche di pesca, all’etologia di insetti e pesci ed  alle interazioni tra loro che condizionano il comportamento del pescatore e chi più ne ha più ne metta. insomma ci interessa qualsiasi cosa che abbia legami significativi con la pesca a mosca. il raduno sarà sul Piave nel corso medio alto. per il momento nn so dirti di più, ma Walter, il nostro organizzatore del luogo ci sta lavorando. naturalmente l’invito è rivolto a tutti, della SIM e no. se siete interessati contattatemi

15 aprile 2018
18:27
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Giordano

Mayfly
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Messaggi del Forum: 1735
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23 settembre 2012
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ciao Luca, quindi se ho capito bene la pesca è fatta dal lancio più il resto, solo che questo resto rimane un po’confuso. Sinceramente Luca io non ho mai capito perchè la SIM non ha mai preso in considerazione questo aspetto così importante per un pescatore. ho visto litigi, scissioni, gelosie  per un piccolo movimento della mano o del braccio ma mai prendere in considerazione tutto il resto seriamente. quando un pesce è facile lo è per tutti  sia per chi sa o chi non sa lanciare. certo chi sa mettere bene l’imitazione, chi la presenta in modo giusto è molto avvantaggiato ma se non basta che si fa? un modo è quello di cambiare mosca finchè non trovi quella che non si sa bene perchè funziona ma potrebbe non essere sufficiente e allora? io dico che le motivazioni che portano  far parte di una scuola  di pesca a mosca possono essere molte ma di certo imparare a comportarsi adeguatamente in caso di pesci difficili non è da scartare, anzi. la soluzione al pesce difficile non è da cercare per tentativi dopo aver visto qualche rifiuto ma prima. se i pesci sono difficili la cosa migliore è usare  una mosca quanto più realistica possibile tenendo ben presente che uno degli aspetti fondamentali se non il più importante è il comportamento dell’insetto, cioè dobbiamo dare all’insetto una  parvenza di vita che va dal semplice scendere un po’ più lento della corrente a piccole vibrazioni o scie fino a saltelli da far fare all’imitazione in base a cosa fa il vero insetto. questo non significa che taglia, silhouette e tonalità di colore non abbiano il loro ruolo ma ritengo l’imitazione del comportamento abbia una valenza maggiore, in altre parole è meglio una mosca non esatta manovrata bene di una giusta utilizzata male. il fatto è che la diffusione dei no kill ci pone di fronte a degli animali che hanno sperimentato le nostre insidie e sanno come comportarsi fino ad arrivare a soluzioni per noi impossibili. mi riferisco ai pesci che hanno imparato a salire sulle effimere molto molto lentamente e stanno in posti dove l’acqua è praticamente ferma ed è impossibile far rimanere l’imitazione il tempo necessario affinchè la trota la prenda nonostante l’abilità del lanciatore. del resto in cosa consiste l’adattamento del pescatore a mosca alla situazione se non in questo a parte l’ultima situazione.  io rimango fiducioso di vedere la SIM andare verso la formazione del pescatore e non fermarsi al solo lanciatore, come si dice la speranza è l’ultima a morire

18 aprile 2018
09:20
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LUCAC71
Corropoli (TE)
Amministratore
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23 settembre 2012
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giordano, no non è confuso, ogni cosa che a noi sembra normale per gli altri sembra confusa wink

giordano sbagli se dici che nella nostra scuola non si prende in considerazione il resto della pesca, quello che dici sull’insegnamento dell’etica, sulla consapevolezza e di come muoversi sul fiume è vero, ti dico che oggi bisogna dosare bene gli insegnamenti in questo senso ai pescatori, perchè ci sono pescatori che non apprezzano molto queste lezioni o comunque anche se non lo dicono, preferiscono imparare velocemente a prendere pesci (non sapendo quanti ne perdono non attenendosi a certe regolette), rimane il fatto che anche se facciamo troppo poco (è sempre troppo poco) possiamo cercare di insegnare ogni volta qualcosa in più, sperando che l’etica della pam sia sempre più apprezzata, in primis dai pescatori stessi

concordo che è meglio una mosca costruita male ma manovrata bene che una mosca costruita in modo perfetto ma manovrata male

quante volte ho preso un pesce animando l’artificiale e dando all’esca quell’impressione di vitalità e che forse per il pesce indica il poco tempo che ha a disposizione per azzannare il boccone prima che sparisca, quante sedge (tricotteri) ho fatto saltellare imitando quel loro volo strambo e ubriaco

sul discorso delle trote assuefatte al pescatore e alle mosche artificiali io ho un mio pensiero e te lo dico, se siamo costretti a creare zone no-kill dove proteggere i pesci dalla padella porta a questa assuefazione pazienza, meglio un fiume con trote non selvatiche che un fiume senza trote

quando un padre fa vedere al figlio le trote in un fiume, il comportamento di quel pesce non influisce sul concetto di animale selvaggio nel suo ambiente, certo sarebbe meglio che tutti i pesci siano pescati e rilasciati, avendo in questo modo tutti i pesci realmente selvaggi ed in numero adeguato a preservare la loro selvaticità, invece ci ritroviamo a pescare in pochissimi fiumi (rispetto al numero di fiumi totali presenti) e riducendoli in piccole zone nokill dove a stento si riesce a preservare quel poco di pesce, oltretutto reimmesso artificialmente, se non ci educhiamo noi esseri umani a preservare i fiumi evitando di prelevare il pesce, saremo sempre costretti ad avere piccoli tratti in pochi fiumi e con pesci poco naturali, ma questa è una storia vecchia…

ma forse noi pam diamo troppo per scontato quello che neofiti che si avvicinano alla pesca a mosca non riescono a capire, sarebbe meglio usare un linguaggio più semplice o comunque non usare tecnicismi che per i non addetti ai lavori complica la vita e soprattutto allontana da una semplice comprensione, giusto giusto un esempio è proprio il nome italiano dell’insetto che ho messo tra parentesi, leggasi tricottero

poi alla fine giordano, dopo tutto questo, subentra quello che a te sembra confusionario ma a me no: quelle sensazioni soggettive di appagamento che ogni pescatore trova in modo personale su piccoli gesti, particolari, sensazioni e consapevolezze, ma qui mi fermo perchè il discorso diventa filosofico ed io non sono un filosofo, se non di me stesso smile

ricordati:
1) di presentarti a simfly.it nell'apposita sezione
2) di non porre domande su argomenti già aperti
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18 aprile 2018
11:09
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Giordano

Mayfly
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forse mi sono spiegato male io voglio dire che è meglio un pescatore che sa come muoversi nell’acqua, sa come e cosa osservare ed infine sa adattarsi alla situazione ma lancia male che uno che lancia benissimo ma è carente negli altri aspetti. ovvio dire che la cosa migliore è chi sa interpretare il fiume e sa lanciare. quello che mi sembra strano è che la SIM non ha mai cercato di dare questo tipo di risposta a chi le chiede se non in maniera piuttosto superficiale e decisamente sbilanciata verso il lancio. permettimi di fare un esempio: uno degli ultimi corsi che ho frequentato è stato anni fa sul Ticino, splendido fiume e mi interessava molto apprendere dai locali il modo di pescare, la tattica ed imparare i lanci da pesca necessari e tutta la cultura relativa, mosche comprese. c’era ad esempio tutto il discorso dei curvi in distanza da fare, difficili da controllare, estremamente  importanti ed efficaci. Infatti abbiamo……………….. lanciato nel prato davanti l’albergo ripassando ovviamente l’angolato che viene ritenuto ancora  fondamentale  ed indispensabile ed infatti io l’ho  eliminato dall’elenco dei lanci che uso in pesca senza alcun rimpianto. il rimpianto mi viene quando penso alle occasioni sprecate con le quali potevo migliorarmi e non ho potuto farlo. ritengo personalmente insignificante il livello dell’istruttore ma mi piace molto confrontarmi  sul know how e sulle conoscenze in pesca e sarei onorato e riconoscente se qualcuno organizzasse corsi specifici che mi vedrebbe partecipare come allievo

18 aprile 2018
11:57
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LUCAC71
Corropoli (TE)
Amministratore
Messaggi del Forum: 10602
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23 settembre 2012
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giordano la sim qualcosa fa, ancora non basta ma qualcosa fa in questo senso, te lo dico io che l’ho anche insegnato ad alcuni corsi di apprendimento ufficiali

per quanto riguarda l’angolato non sono d’accordo, ma non lo sono semplicemente perchè io ho dell’angolato un altro concetto, il mio concetto di angolato è quello di usare il lancio base della ts (l’angolato appunto) per allenarsi sulle spinte (l’angolato ha una spinta ben precisa, propedeutica alla spinta nel lancio della coda di topo con la tecnica sim in molti tipi di lancio), se ti fa tornare indietro nella tua idea dell’angolato che hai oggi, chiamalo pure “esercizio sulla spinta” e non esercizio sull’angolato, è solo una questione di forma, ma il concetto importante e fondamentale rimane, in quanto necessario per progredire tecnicamentewink

al prossimo incontro, discutiamo de visu sulle tue idee e sulle mie e vediamo se possiamo mettere in pratica migliorie per le attività future, come sai (almeno credo) stiamo già organizzando corsi di pesca, dove il lancio nudo e crudo viene limitato a favore dell’analisi delle situazioni, dell’approccio dello spot e dell’etica in generale, in questo modo chi si annoia un pò nello stare tutto il giorno sul prato a lanciare, potrà trovare più gradevole un corso svolto soprattutto in acqua con azioni di pesca pratica

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18 aprile 2018
12:03
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Giordano

Mayfly
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considerami iscritto

18 aprile 2018
12:10
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Giordano

Mayfly
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23 settembre 2012
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a Luca, non per cercare il pelo sull’uovo, ma i curvi in distanza  penso siano paralleli

18 aprile 2018
12:26
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marino

Mayfly

Istruttore SIM
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23 settembre 2012
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Buongiorno Giordano e Luca, purtroppo la Sim da quando è nata ha sempre rivolto le sue preferenze alla tecnica, ricordo che solo in occasione del primo passaggio di livello, Roberto ci fece percorrere un piccolo tratto sul Sangro osservando il nostro approccio sul fiume, ma è anche vero che tutti i nostri allenamenti in acqua sono sempre stati mirati alla tecnica e ad ottenere risultati assolutamente necessari all’azione di pesca, con questo non intendo assolutamente contraddirti,anzi, per la scuola riuscire a mettere insieme tecnica ed azione di pesca sarebbe il massimo, ma come ben sai sono tante e tali le cause che hanno sempre ritardato questo tipo di crescita, quanti istruttori nella scuola vedono la loro meta solo nei passaggi di livello? Per tanti è la cosa più importante, per cui in tanti stages come nell’occasione da te citata sul Ticino le attività principali sono state rivolte alle prove oggettive, cmq se ricordi anche il tempo non fu clemente e ci permise di fare appena una mezza giornata sul fiume cry, io e te abbiamo affrontato spesso questi discorsi, ti ricordi quando volevamo farlo sul Volturno, andammo persino a visionare i posti con il presidente Ragozzino, mi sfugge il motivo perché poi non si riuscì a portarlo a termine, spero cmq che questo discorso possa essere ripreso al più presto.

Marino

P.S. Mentre scrivevo voi siete andati avanti smile, condivido in toto  quanto scritto da Luca sull’angolato e sulla tecnica base, io ho volutamente evitato di ritirarlo in ballo, sono tanti e troppi oggi a parlarnewink.

18 aprile 2018
12:44
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Giordano

Mayfly
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certo Marino, le sfortune possono anche capitare, pazienza ma non vedevo quello che io ritengo il cambio dell’obiettivo, da lanciatore a pescatore. come dicevo ritengo molto importante che i locali ci permettano di arricchire le nostre conoscenze con quella che potremmo chiamare la loro cultura tramandata così come è ugualmente  importante vedere i lanci  specifici in relazione del corso d’acqua in questione. comunque se son previsti corsi di pesca ritiro tutto ma dopo 30 anni che aspetto forse un minimo di giustificazione alle mie lamentele. comunque non è mai troppo tardi

19 aprile 2018
02:10
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ERI - Pe

Mayfly

Socio SIM
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7 febbraio 2007
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Marino, quello che hai riferito sul Volturno, si puo sempre fare. Lo scorso 17 dicembre 2017, in occasione del raduno prenatalizio dei soci e dei sostenitori del Nk Volturno, svoltosi all’Albergo Volturno ed io presente, a tavola parlando con Lello Ragozzino abbiamo affrontato il discorso e Lui mi ha chiesto di organizzare di nuovo corso su quel fiume, come qualche anno fa. Io ho detto che avrei riferito in sede di CD a Bologna, ma li è stato un vero canaio, di quelli peggiori, dove ognuno parlava per i propri interessi che alle 22,30 non ancora si finiva di conteggiare i voti e non si è potuto parlare, come modificare ed aggiungere corsi al calendario 2018, con tanti saluti alla democrazia comune. Domenica 15 Aprile scorso, sono stato a Colli al Volturno,  l’ho trovato splendido come sempre, non ho pescato perché giù c’erano pescatori di Roma, assatanati di ninfa, che già nelle passate volte si erano messi a pescare  davanti a me disturbandomi il posto e che alle mie rimostranze sono sloggiati rincarogniti . . . e stavolta, nervosetto come sono, avrei volentieri alzato le mani mettendo carte e diritti in tavola. Pazienza, ci tornerò in uno di questi giorni feriali, quando i rompic… stanno spezzando la schiena con il lavoro ed io beato e solo a pesca senza mandrie di bufali che mi passano davanti.

Già, domenica, non ho incontrato Lello e il permesso annuale me lo ha fatto Gabriele dell’Albergo, che mi ha riferito che l’albergo stesso è stato rinnovato ed è pronto a ricevere gente e pescatori, in riferimento ai corsi SIM, molto richiesti in zona. Io ne vorrei parlare con Osvaldo, ma non lo vedo mai che è sempre pieno di lavoro. Se avrai l’occasione di parlarci, accennagli l’argomento e magari mi fai chiamare, come io richiamerò Lello Ragozzino per riferire. Un bel corso con un percorso di pesca, è  veramente una bella cosa, pure appagante. Dai muoviamoci.

Eri 

29 aprile 2018
08:24
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Suan

Chironomo
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31 marzo 2018
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Giordano ha detto
forse mi sono spiegato male io voglio dire che è meglio un pescatore che sa come muoversi nell’acqua, sa come e cosa osservare ed infine sa adattarsi alla situazione ma lancia male che uno che lancia benissimo ma è carente negli altri aspetti. ovvio dire che la cosa migliore è chi sa interpretare il fiume e sa lanciare. quello che mi sembra strano è che la SIM non ha mai cercato di dare questo tipo di risposta a chi le chiede se non in maniera piuttosto superficiale e decisamente sbilanciata verso il lancio. permettimi di fare un esempio: uno degli ultimi corsi che ho frequentato è stato anni fa sul Ticino, splendido fiume e mi interessava molto apprendere dai locali il modo di pescare, la tattica ed imparare i lanci da pesca necessari e tutta la cultura relativa, mosche comprese. c’era ad esempio tutto il discorso dei curvi in distanza da fare, difficili da controllare, estremamente  importanti ed efficaci. Infatti abbiamo……………….. lanciato nel prato davanti l’albergo ripassando ovviamente l’angolato che viene ritenuto ancora  fondamentale  ed indispensabile ed infatti io l’ho  eliminato dall’elenco dei lanci che uso in pesca senza alcun rimpianto. il rimpianto mi viene quando penso alle occasioni sprecate con le quali potevo migliorarmi e non ho potuto farlo. ritengo personalmente insignificante il livello dell’istruttore ma mi piace molto confrontarmi  sul know how e sulle conoscenze in pesca e sarei onorato e riconoscente se qualcuno organizzasse corsi specifici che mi vedrebbe partecipare come allievo  

 

Se posso mi piacerebbe dire la mia opinione 

Da musicista: la pesca a Mosca è molto simile come approccio

c‘è il conservatorio e ci sono le scuole pratiche di stile ; una non esclude l’altra.

Ma uscito dal conservatorio avrai le chiavi della tecnica, ed una marcia in più in qualsiasi stile. Sarà l’esperienza e la passione a costruire il resto 

Una scuola incentrata alla sola tecnica di lancio, è cruciale 

30 aprile 2018
02:32
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ERI - Pe

Mayfly

Socio SIM
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7 febbraio 2007
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Posso dire la mia opinione in merito alla domanda dell’amico Giordano: fino a pochi anni fa, nei corsi SIM, gli istruttori solitamente a fine corso o nell’ultimo giorno di corso proponevano un percorso di pesca per insegnare e consigliare agli allievi quale tecnica e quale lancio applicare in certe situazioni. L’allievo di turno rispondeva e l’istruttore gli diceva di eseguire il lancio indicato (dall’allievo). Se il lancio era quello indovinato o meglio se l’allievo riusciva pure a catturare quel pesce che nel  frattempo si era fatto vivo, magari bollando, l’istruttore diceva: bene! hai capito e se c’era qualche errore di esecuzione gli suggeriva le dovute correzioni. Questo richiedeva tempo e soprattutto era fattibile se la scaletta del programma era stata totalmente eseguita. E questo accadeva se gli allievi avevano capito ed appreso in modo soddisfacente la lezione del corso. Oggi, con tempi ristretti ed allievi che giungono sul fiume in ritardo questo procedimento più delle volte è difficile metterlo in pratica. Non è demerito degli istruttori o del programma del corso, anche se ci sono istruttori più innamorati del lancio perfetto che della pesca, è causa dei tempi ristretti, altrimenti il corso durerebbe più giorni di quelli richiesti con aggravio di tutte le spese, come vitto ed alloggio ecc. Per questo suggerirei di fare alcuni corsi, dove in un percorso di pesca  (questo necessita di un corso d’acqua relativamente pescoso), dove l’istruttore porti gli allievi sul fiume, anzi in un percorso di pesca che ad ogni bollata o scoperta del pesce in caccia o che si sta cibando, suggerisca il lancio e l’approccio con il pesce. Questo è anche difficile applicare data la proverbiale impazienza degli allievi nel catturare, perché richiede turni ferrei per ogni allievo, mentre gli altri devono limitare le loro azioni il meno possibile per non disturbare il pesce ed il pescatore chiamato alla dimostrazione. Praticamente bisognerebbe agire con una sola canna, cioè pescare con questa sola canna, quella in dotazione all’istruttore o con una canna degli allievi scelta a caso e gli altri zitti e imparate, inoltre c’è la mosca da scegliere, ecc. ecc. Difficile eh!!??? Io non essendo un istruttore, lancio come meglio posso e riesco quasi sempre a catturare, come mi è spesso capitato di portare a pesca amici completamente a digiuno di lancio con la coda di topo (e di solito provenienti, come bravini, con altre tecniche) e so quanta pazienza ci vuole già per insegnare il primo lancio ed il volteggio corretto, ma è una pazienza che viene premiata, quando l’amico/allievo cattura la  prima trota o il primo pesce e ti ringrazia dicendo pure che è più divertente catturare a mosca che con le altre tecniche, amici che dopo, sentendo i racconti di catture all’estero ti chiedono di organizzare una gita di pesca in Slovenia o in Austria, come negli Italiani Nera, Sesia, ecc. ecc. Personalmente, in questi ultimi corsi frequentati, come quello in Valsesia, avendo terminato il programma del corso in anticipo, abbiamo potuto svolgere alcuni percorsi di pesca, con grande divertimento, ma tutto ciò dipende dall’istruttore.

Nella SIM è sentita l’esigenza di svolgere alcuni corsi ci pesca con applicata la tecnica (e non viceversa) e si sta elaborando qualcosa al merito. Ci sono alcune resistenze, ma queste possono essere sopite. Come vedete in un mio post precedente in risposta all’amico Marino Di Luca, quale la proposta di svolgere un corso-percorso di pesca di due o tre giorni sul bellissimo fiume Volturno, anche per la richiesta del Presidente dell’Associazione Pescasportivi Colli a Volturno. Questo corso non è stato inserito in calendario, ma secondo il nostro Presidente Osvaldo Galizia possiamo sempre farlo. Adesso chi vivrà vedrà e se ci saranno novità, sicuramente informeremo i Soci su questo sito. Ciao a tutti.

Eri D’Addario

1 maggio 2018
09:58
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Giordano

Mayfly
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ciao Eri da sempre lamento questo aspetto che considero un errore. io magari sbaglio ma non concepisco il lancio fine a  se stesso, se staccato dalla pesca  ha per me poco valore. non vorrei però essere  frainteso, a me interessa poco la cattura, io ad esempio non ferro trotelle al di sotto  una trentina di  cm e so benissimo che più sono piccole più il rischio che l’amo, specialmente pescando in caccia cioè con ami del 12 o più grandi, buchi loro il cervello o l’occhio aumenta. perchè rischiare di massacrare i pesci la cui colpa è solo quella  di averci incontrato? sinceramente non capisco chi tenta di giustificare la pratica del no kill senza tenere conto di questo. tornando al lancio pensi davvero che lanciare sul prato senza tenere conto del bersaglio, della disposizione del finale, della posizione del lanciatore rispetto al pesce sia la stessa cosa? un po’ come dire che tra fare l’amore con una donna bellissima che vuole veramente farti provare piacere e fare tutto da solo magari pensando ala stessa ragazza non ci sia differenza. il detto  dice che chi si contenta gode ma la conclusione è:” ma se gratta er c… se gli rode”. capisciammè

ciao

Giordano

2 maggio 2018
02:36
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ERI - Pe

Mayfly

Socio SIM
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7 febbraio 2007
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Caro Giordano, non sbagli a lamentarti e non sei il solo a farlo. Il compianto Roberto Pragliola elaborò la sua tecnica TLT proprio in funzione della pesca nelle nostre acque, almeno per la maggioranza della acque italiane caratterizzate in prevalenza da tratti torrentizi dove il lancio e la gestione del finale è importante ai fini della pesca. Credo che anche lui avrà avuto da ridire su certi soggetti che vedono il lancio come obiettivo primario della loro passione per la PAM, cioè soggetti sempre alla ricerca della canna più performante, il mulinello iper-leggero con la frizione a dieci dischi di carbonio, finali che non hanno bisogna di essere raddrizzati con il palmo della mano, addirittura finali trecciati e tip in ultimo fluorocarbon da 60-70 euro la bobina 25 metri, se, non, infine la mosca acchiappatutto, pure i coccodrilli. Eppure di tipi tale caratteristica ce ne sono a bizzeffe e ritengono aver ragione. Non scendo nei particolari, ma se vedo uno di questi tipi che insistono a lanciare e rilanciare ignorando le bollate pur di distendere la coda di topo in modo che piace a loro, mi è istintivo dir loro: rischiando che la faccenda venga alle mani, come è successo qualche anno fa sul Volturno di Colli, quando un maleducato romano, brutto, sporco e cattivo con tanto di mozzicone acceso sulle labbra mi si è parato davanti a me che avevo localizzato una leggera bollata e stavo in attesa che il pesce si ripetesse per poter lanciare qualche centimetro a monte per effettuare una soddisfacente cattura (il pesce alla fine si è rivelato un bel salmerino da poco meno 1 kg.). Lui pescava a ninfa e nella sua azione faceva un casino da parata da esercito terzo mondo, cammina qua, cammina là, solo a lanciare più lungo possibile che per troncare il discorso gli dissi certe parole —- : che poi sono arrivati gli altri suoi compari che lo hanno convinto a lasciar perdere. Vanno verso la briglia a valle del Ponte la attraversano a passo dell’Armata dello Zì Peppe e risalgono per andarsene a quel paese. Ti giuro che ero pronto a fare a botte e nella mia cintura porto sempre un affilato coltello da caccia, di quelli per scuoiare i cervi.  Meno male che è finita, altrimenti mi avresti letto sulla prima pagina dei quotidiani. Che ci vuoi fare? Al contrario nell’ultimo corso sociale di apprendimento elementare al lancio che abbiamo fatto quest’inverno a Pescara, cercando di correggere un partecipante alquanto reticente, per il suo difetto del polso, cioè la flessione esagerata, all’indietro, del polso prima del lancio in avanti, ad un certo punto l’allievo, chiamiamolo così, ha sbottato che il suo lancio gli era andato sempre bene così e questo per dieci anni. Io gli ho risposto che come la pensa lui va bene, ma allora che sei venuto a fare in questo corso se ti ritieni un ottimo pescatore? A farmi perdere tempo, quando ci sono altri che seguono in silenzio le mie indicazioni ed imparano bene, mentre lui sta ogni 5 minuti a rispondere o a fare sms con il  cellulare, lui replica ed io con il dito gli ho indicato la porta di uscita della palestra, cioè fuori!! Adesso visto il miglioramento degli altri che riescono  a gestire il lancio e pescano meglio, fa una faccia che rivela tutto il suo pentimento. Beh! La pesca a mosca non è solo lancio, ma questo aiuta molto a padroneggiare la situazione del momento. Ricordo qualche anno fa in un perfezionamento sul Sesia, mi tocca come istruttore il caro amico Fedele Corsini, con il quale, in precedenza, avevo passato altre occasioni sui fiumi. Fedele, l’ultimo giorno di corso, ci dice che il programma era stato svolto tutto ed in maniera soddisfacente, quindi non era necessario andare giù sul Sesia, avremmo pescato sul Torrente Sermenza sotto la foresteria dove alloggiavamo, cioè avremmo fatto un percorso di pesca dove dovevamo applicare il lancio appropriato per ogni situazione che ci si presentava ed è ovvio che al mio turno, in un vorticoso rigiro di corrente mi chiese quale lancio avrei applicato ed alla mia risposta -Angolato rallentano e successivo controllo del finale per evitare il  dragaggio della mosca-tutto eseguito con soddisfazione dell’istruttore, figuriamoci la mia che avevo perfezionato un lancio visto eseguire da altri ma mai eseguito come si deve . . . . “Grazie Fedele”. Un lancio che mi è stato utile qualche mese dopo sulla Sava dove andammo “A pesca con il Presidente” per catturare un bel temolozzo sotto il ponte vicino al campo militare. Il temolozzo in questione era in un rigiro di acqua, il classico specchio . . . un lancio appropriato, una “risucchiata” sulla mosca ed eccomi a giostrare il bel pescione d’argento. I pescatori vicini, anche i nostri, hanno dato la colpa alla mia mosca, ma io ho risposto che il merito era stato del lancio rallentato angolato imparato da poco nell’ultimo corso in Valsesia. Qualche rimbrotto e poi tutti zitti a provare l’angolato rallentato. . . . “gli umani” direbbe un extraterrestre. Io cerco di migliorare con e durante i corsi SIM, ma se sono sul fiume faccio con calma, come quella volta che dopo tanto tempo che mancavo sull’amato Volturno, per questioni di salute, arrivato sul fiume mi siedo su quella pietra emergente quasi a centro fiume, guardo la superficie dell’acqua in cerca di qualche segno vitale, di insetti o di bollate. Già, ho appena mangiato e bevuto un buon caffè come quello dell’Albergo Volturno . . . adesso ci vuole una bella fumata. Frugo nelle mie tasche ed ecco che spunta il portasigari, non di quelli cubani, troppo ingombranti e delicati da portare sul fiume, sono i Toscani Classico e vanno bene lo stesso. L’accendino ed una bella aspirata di buon fumo. Apro la fly box e scelgo la mosca adatta, in genere una Klinkhammer modificata da me oppure una Devaux 699 o 700 o una piccola Arpo in cdc, se mangiano leggero. Un aspirata al sigaro e un falso lancio per vedere se tutto è ok. Bene è tutto a posto, un solo falso lancio ed un bell’angolato per posare la mosca poco a monte della bollata. Un momento di trepidante attesa ed ecco una gradevole esplosione sull’acqua, ferro e porto nel guadino di silicone la bella fario. La slamo senza toccarla e la rilascio delicatamente in acqua. E’ la prima della giornata, bene! spero che arriveranno le altre. Mi siedo di nuovo appagato, una tirata al sigaro, mi guardo intorno . . . un bel posto in mezzo alla natura ancora incontaminata, guardo il cielo per vedere quanta luce c’è ancora per pescare e ce n’è abbastanza. Poi istintivamente, come in un mantra, ripeto a me stesso il Cantico delle Creature di San Francesco, imparato tanto tempo fa durante le scuole medie: Laudato si’, mi’ Signore, con tutte le tue creature, specialmente per nostro frate Sole. Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le stelle: che in cielo hai creato così chiare preziose e belle. Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento e per l’aria nobile e serena. Laudato si’, mi’ Signore, per sorella Acqua, la quale è molto utile ed umile e preziosa e casta. E così via. Devo confessare che qualche lacrimuccia di commozione ci esce sempre, so fatto così che ci vuoi fare? E riprendo a pescare risalendo o discendendo il fiume fino che la luce del tramonto consente di tornare con sicurezza nel parcheggio dove ho lasciato la mia auto. Mi tolgo l’armatura da pesca, cioè scarponcini, waders, gilet e tante altre cianfruscaglie e mo devo andare a magnà, che ci vogliono due ore buone per tornare a casa e mica posso cenare alle 23 -23,30. Vado al ristorante dell’albergo e se questo è pieno o chiuso, scendo qualche km più giù per entrare nella Pizzeria “Lo Scoiattolo” a gustare due belle pizze al taglio, le solite, una con patate e mozzarella e l’altra con funghi porcini e mozzarella. Una 0,4 di birra Warsteiner chiara o rossa, se c’è, un caffè, finisco tutto con gusto, pago, esco e salgo in macchina che fuori fa freddino anche se siamo a Luglio o Agosto, sono fresche le montagne del Molise. Avvio la macchina, meglio accendere adesso il solito toscano, che guidando è un po complicato, e che mi fumerò cercando di farlo durare un paio d’ore, il  tempo per arrivare a casa e via pensando e progettando la prossima pescata e quali mosche costruire per la bisogna. Bello eh??!! Viva la pesca a mosca, per sempre ! ! !

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