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FIUME NERA….UNA VITA CHE SCORRE

  UNO STUDIO PER VALUTARE LO STATO ECOLOGICO DEL FIUME NERA

 Firmata la Convenzione tra la Provincia di Perugia e Legambiente Umbria Circolo delle GEV che ha come oggetto una ricerca riguardante il monitoraggio delle specie di macroinvertebrati che popolano il tratto No-Kill del Fiume Nera; una tratto fluviale di grande valore ecologico dove da oltre dieci anni si svolge una particolare gestione della pesca e della fauna ittica in forma compatibile con gli equilibri dell’ecosistema.

Uno studio inedito che consentirà di valutare lo stato di salute del più pregiato ecosistema fluviale dell’Italia centrale. Fortemente voluto da Legambiente Umbria che da oltre 12 anni si vede impegnata sulla gestione degli ecosistemi fluviali della Valnerina in collaborazione con l’Amministrazione della Provincia di Perugia e le istituzioni comunali di Cerreto di Spoleto e Vallo di Nera: ” soltanto attraverso la ricerca scientifica – afferma il responsabile del settore acque di Legambiente Umbria Marco Pippi –  la conoscenza dei dati e le specificità del territorio, è possibile individuare il reale stato ecologico del Fiume Nera e di conseguenza le misure di salvaguardia più efficaci per la preservazione degli equilibri naturali, così come le forme più compatibili per un ponderato sviluppo sostenibile”. 

Per lo svolgimento della ricerca, che partirà nel prossimo aprile e si concluderà a maggio del 2007, Legambiente si avvarrà della collaborazione del Dipartimento di Biologia Cellulare ed Ambientale Sezione Biologia animale ed Ecologia dell’Università degli Studi di Perugia diretta dalla prof. Elda Gaino; spetterà alla biologa dottoressa Barbara Todini svelare i segreti sommersi del Fiume Nera. 
Perché proprio il Nera sotto la lente?  Secondo Legambiente Umbria, il principale corso d’acqua della Valnerina rappresenta una complessa rete di scambi e relazioni tra le sue diverse componenti biotiche ed abiotiche, fondata sull’equilibrio tra organismi produttori e consumatori e sulla salvaguardia della sua diversità biologica.
Sono proprio i macroinvertebrati di questi ambienti acquatici a rappresentare una componente di notevole interesse scientifico: infatti questi organismi, grazie alla loro vasta gamma di adattamenti morfologici, strutturali e comportamentali, sono in grado di colonizzare, lungo il gradiente monte – valle di un corso d’acqua, ogni tipologia di substrato (minerale o vegetale), assumendo quindi un’ampia distribuzione e occupando tutte le nicchie trofiche dei consumatori. Lo studio di questa fauna è ritenuta oggi di fondamentale interesse, considerando la forte valenza ecologica che i macroinvertebrati dulciacquicoli rivestono negli attuali studi di valutazione dei corpi d’acqua quali indicatori ambientali.

E’ stato provato, infatti, come le modificazioni dell’habitat in cui tali organismi vivono, abbiano una diretta conseguenza sulla dinamica delle loro popolazioni, come dimostrato dall’elevato grado di sensibilità di determinati taxa esposti a vari tipi di inquinamento (di derivazione industriale, agricola o biologica).
La ricerca sulla fauna dei macroinvertebrati del Fiume Nera prevede l’utilizzo del protocollo AQEM, una moderna metodica di valutazione della qualità dei corsi d’acqua basato sulla caratterizzazione dei microhabitat acquatici dominanti e sulla bentofauna ad essi associata.

In particolare, lo schema di indagine è di seguito riportato:
– Selezione delle stazioni di raccolta (minimo 4) previa valutazione mediante Indice Biotico Esteso (IBE);
– Identificazione di tratti di Riffle (zona di erosione, in cui il fondo dell’alveo si eleva; il substrato appare grossolano e la velocità di corrente è superiore alla media) e tratti di Pool (zona di deposito, in cui la profondità è maggiore rispetto a quella media; il fondo è caratterizzato da substrato a ridotta granulometria e la velocità di corrente è bassa);
– Identificazione delle tipologie di microhabitat che, in proporzione, presentano il maggior grado di copertura del tratto indagato, ovvero che coprono un’area che sia almeno pari al 5% della superficie totale.
– Fase di prelievo: un campionamento standard equivale alla raccolta di 20 repliche eseguite su tutti i microhabitat selezionati. Verranno eseguiti campionamenti stagionali, mediante campionatore Surber;
– Sorting di campo e fissazione dei campioni raccolti;
– Applicazione del River Habitat Survey, metodo utilizzato per l’analisi geomorfologica e vegetazionale del tratto fluviale in esame;
– Analisi di laboratorio: indagine tassonomica, mediante l’utilizzo di stereomicroscopio e specifiche guide dicotomiche di identificazione ed elaborazione statistica dei dati raccolti.

Questa ricerca condurrà alla caratterizzazione ecologica del tratto No-Kill del Fiume Nera e la realizzazione di un database relativo alla lista tassonomica della fauna a macroinvertebrati; inoltre, verrà elaborata una mappa dei siti maggiormente sensibili dal punto di vista biologico ed ecologico.
Di grande rilevanza lo studio di Legambiente, che oltre consentire di conoscere come è regolata la vita in un ecosistema fluviale come quello del Fiume Nera, senza dubbio rappresenterà un valido strumento sul campo della gestione delle acque della Valnerina.
I dati raccolti saranno pubblicati su materiale cartaceo e supporto multimediale.

                                    Legambiente Umbria
 

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