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Apertura 2013 al black-bass in ciambella

Cricchio al cellulare: “venerdì mattina sei libero?” so quella che sarebbe stata la domanda successiva, quindi lo anticipo: “Variamo?” e lui: “Non vedo l’ora. L’ora che non vedeva è stata fissata per le 8,00 dell’indomani, al laghetto “Carpe-Diem” nella zona delle Piane di Camerata Picena. A noi si è aggregato anche Stefano T.: per lui il battesimo del belly”.  Fatti i permessi, vestiti e montata tutta l’attrezzatura, alle 9,00 (fatta anche la pipì) scendiamo in acqua. Giornata nuvolosa, calda, con vento incostante, prevalentemente dai quadranti meridionali, acqua sui 18/20 gradi, limpida quanto basta da non disturbare più di tanto i pesci, insomma il tutto ideale per pescare i bass a galla, ormai risvegliati dai rigori invernali. Faccio mettere Stefano in pole position, seguito da Cricchio ed io a chiudere il trio delle ciambelle per aggredire in formazione, una sponda sottovento. Suggerisco questa disposizione in quanto voglio spiegare loro come muoversi e come pescare al meglio. E’ chiaro che Stefano può battere acqua vergine, Cricchio un po’ meno ed io “ripasso gli ossi” (citazione di Angelo R. in altra occasione sul Nera quando gli dissi, dopo aver pescato in una bella buca, “ora prova tu”).

Foto 2
Foto 2

Ad ogni modo pur essendo terzo, riesco a catturare subito qualche pesce (uno bello sopra al chilo, foto n.1 fatta da Cricchio) con un popper medio/piccolo in foam su amo Mustad 37187 del n.4,  forte del fatto che potevo sfruttare i posti più angusti dove, i due pur volonterosi allievi, non riuscivano per ora a pescarci, impegnati com’erano a “tenere la posizione” ad una distanza accettabile dalla sponda e a distendere il finale verso riva, non essendo avvezzi a lanciare esche così voluminose. Devo dire che hanno acquisito subito i movimenti e la tecnica e poco dopo già potevano pinnare da soli, quindi con il loro consenso ci siamo divisi il lago in tre in modo che ognuno poteva pescare acque intonse.

Foto 3
Foto 3

Cricchio poco dopo ottiene il suo battesimo: il suo primo bass (è un po’ come il primo amore), foto n.3, brutta, da lontano fatta da me, ma giusta per testimoniare inconfutabilmente il fatto, anche se di medie dimensioni, riesce a dargli una indimenticabile gioia. Stefano ha qualche attacco ma non riesce a ferrare e potete immaginare Cricchio quel che non gli dice, forte del fatto che lui un pesciolino l’aveva catturato.

Foto 4
Foto 4

Dopo diversi tentativi infruttuosi con un turbo-popperino in lastrine di foam (strano, questo artificiale è micidiale, ma forse troppo piccolo per inizio stagione, amo Mustad 37187 del n.6) monto un popperone in balsa, vecchio stile, di più di 2 cm di dimetro su amo Mustad 37187 dell’1/0 per stimolare al massimo i pesci , meglio se i più grossi. (foto n.5 del popperone ancora bagnato e con i segni del combattimento sugli occhi e sul corpo, la balsa è un po’ delicata). Davanti a me si presenta un tronco sommerso a meno di 1 mt di profondità: lancio sopra, un po’ in diagonale, due popperate, poi mi si apre l’acqua e l’esca scompare inghiottita in un gorgo. Ferro e capisco subito che avrò a che fare con un big. Tenta di andare sotto al tronco e devo forzare il mio tip dello 0,18 per impedirglielo. Il tiro alla fune mi riesce e, pinnando, lo porto fuori dalla possibilità di rintanarsi o aggrovigliarsi in qualche ostacolo ed in acqua libera me lo godo un po’, lasciandomi girare a suo piacimento. La canna si piega oltre misura e in due occasioni il cimino si immerge con

Foto 5
Foto 5

canna quasi dritta. Poi il pesce ritorna in superficie e come se pagato dall’Azienda di Soggiorno mi dedica due salti a bocca aperta da film, che lasciano anche me a bocca aperta. Criccho e Stefano si godono la scena da lontano. Poco dopo è vinto, lo accosto alla ciambella, lo salpo, riesco a fotografarlo alla meglio (foto n.6 e n.7), a pesarlo con il dinamometro che segna kg. 3,100, lo slamo e lo rilascio vivo e vegeto. Mi saluta con una scodata, inzuppandomi la camicia: è la sua piccola (giusta) vendetta.

Foto 6
Foto 6
Foto 7
Foto 7

A quel punto, parecchio soddisfatto, avrei potuto anche smettere di pescare e così ho fatto, dedicandomi con piacere agli amici. Purtroppo il caldo sopravvenuto ed il vento, che spira a leggere raffiche, hanno fatto “schiudere” migliaia di fiori dei pioppi che circondano le sponde del lago, dando all’ambiente un sapore quasi di nevicata invernale. Tutti gli “sfiuti” (forma dialettale) hanno ben presto imbiancato la superficie rendendo praticamente impossibile la pesca. Ogni nodo del finale, l’esca ed anche i passanti della canna, si imbrattavano di quella fastidiosa fibra bianca, anche difficile da togliere. Gli unici contenti di questa manna sono stati i cavedani, le scardole ed alcuni mastodontici amur risaliti in superficie, che ne hanno fatto una bella scorpacciata. (tra parentesi, ho provato anche a far bollare qualche amur su un batuffolo in asola di CdC bianco montato su amo groub del 12 appositamente costruito la sera prima, ma era tanto il mangiare non pericoloso per loro, che non hanno calcolato minimamente la mia insidia). Alle 12 siamo risaliti sulla sponda contenti di una bella mattinata di pesca. Grandi gli amici, grandi i pesci con la promessa/speranza di rivedere gli uni e gli altri.

Aldo

10 maggio 2013

 

 

 

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