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Reportage Corso Juniores 2013

corso-juniores-agosto-2013 (9)Anche quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare al Corso Juniores che si è svolto a Castel di Sangro nei giorni 22, 23 e 24 agosto, in concomitanza con la Fiera delle Arti e dei Mestieri organizzata dall’amministrazione comunale.

Anche quest’anno, per me, è stato un privilegio ed un vero piacere poter lavorare con bambini ed adolescenti poiché sono tra le poche persone in grado di trasmettere a chi gli sta vicino, tutta la spontaneità e l’entusiasmo che sono capaci di provare quando affrontano nuove e piacevoli esperienze.

Proprio la loro coinvolgente spontaneità ha fatto sì che io potessi notare la “trasformazione” subita da amici istruttori come David, Peppe e Michele (solo per citare quelli a cui sono stato più vicino), mentre si impegnavano a trasmettere l’ABC della pesca a mosca durante questi tre giorni di corso.

I ragazzi sono capaci di coinvolgerti, travolgerti ed influenzarti al punto che, nonostante la differenza di età, torni ad essere “piccolo”, giocoso e gioioso come solo un ragazzino sa e può essere.

Per questo, sono certo che il Corso Juniores sia un’esperienza unica, da vivere e rivivere ogni qual volta se ne ha l’occasione.

Questi corsi, innanzitutto, insegnano ad insegnare e sono in grado di regalare momenti di autentica spensieratezza, momenti assolutamente diversi, almeno per me, dalle sensazioni pur positive che ricevo nei normali corsi e stages.

Si percepisce sin da subito l’atteggiamento diverso di chi è chiamato ad insegnare: da un lato si perde un briciolo di serietà e di compostezza, dall’altro si acquista tanto in termini di sensibilità e di disponibilità.

Quest’anno, tra dinamici maschietti e curiose femminucce, tra ragazzi quasi adolescenti e future piccole donne, credo che il corso sia stato tra i più frequentati di sempre, con l’immancabile e necessaria presenza di mamme e papà partecipi ed attenti ai loro piccoli pescatori a mosca e allo stesso tempo, divertiti dall’impegno che i piccoli hanno messo nell’imparare questo nuovo “gioco”.

Ognuno di loro, a prescindere dall’età, ha dimostrato un interesse straordinario per la vita del fiume, anche nei momenti un po’ più “pesanti”, come quello teorico dedicato alla spiegazione della vita degli insetti. Hanno fatto continue domande ed hanno saputo riconoscere gli invertebrati prelevati dal letto del fiume, dimostrando, ancora una volta, una curiosità viva ed attenta che, spero sinceramente, sia coltivata ed aiutata a crescere, come loro, negli anni a venire.

Tutti, anche i più piccoli, si sono impegnati spontaneamente e con la loro tipica vivacità, negli esercizi di lancio. Si sono abilmente destreggiati con attrezzature che, in alcuni casi, erano realmente più grandi di loro; hanno eseguito ogni singolo suggerimento, fino a necessitare di qualche pausa ristoratrice che loro stessi rendevano troppo breve tanta era la voglia di continuare a cimentarsi con code, finali e fiocchetti colorati.

I piccoli, inoltre, avendo qualche normale e comprensibile difficoltà nel maneggiare attrezzature per loro sovradimensionate, hanno avuto la possibilità di provare l’affascinante Tenkara, grazie all’aiuto ed alla simpatica presenza di Davide che ha avuto modo di dimostrare l’efficacia di questa tecnica anche a noi “scettici”, realizzando anche una cattura davvero degna di nota.

I più grandi non vedevano l’ora di poter legare una mosca al tip, al posto del fiocchetto, per tentare di insidiare le trote in attività e quando questo è stato possibile, le catture, anche grazie alla sapiente assistenza di David, non sono certo mancate ed hanno regalato momenti di vera soddisfazione, sia per i partecipanti che per gli istruttori.

In fondo, tutti gli esercizi e la teoria sono finalizzati alla gioia incontenibile della prima cattura a mosca!

Di certo, poi, non è mancata l’attenzione e la partecipazione per la costruzione.

Durante il secondo ed il terzo giorno, il tavolino allestito sulla sponda del Sangro, da Walter, era quasi preso d’assedio e il “Tato delle mosche”, come è stato affettuosamente ribattezzato il grande Walter Luzi dalla piccola Giorgia, ha avuto il suo bel da fare, insegnando a maneggiare utensili e piume per creare queste piccole magie in cui riponiamo la nostra fiducia e la speranza di cattura.

Ho trascorso tre giorni veramente splendidi e spero che questa tipologia di corso diventi presto parte integrante della nostra offerta formativa, coinvolgendo anche le altre regioni, gli istruttori ed i fiduciari regionali, così da poter dedicare maggiore attenzione all’insegnamento dedicato alle ragazze ed ai ragazzi in età scolare, nostro inestimabile patrimonio per il futuro.

Mi sento quindi di dover ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo evento che si è confermato essere una piccola festa per la S.I.M. e per me in particolare.

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Grazie a tutte le ragazze ed i ragazzi e grazie ai genitori che gli hanno permesso di partecipare.

Grazie ad Osvaldo, motore instancabile di questa nostra Scuola, a Carlo e a Marino, che non hanno fatto mancare a nessuno la loro passione e la loro profonda conoscenza della pesca a mosca.

Grazie a David, Michele e Peppe con i quali sto condividendo il mio percorso formativo e che mi trasmettono la loro incrollabile voglia di migliorare.

Grazie a Leonello con il quale è sempre un piacere incontrarsi; a Davide che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo; a Walter, un esempio brillante di come la fantasia e la creatività possano creare forme strabilianti ed inaspettate.

Grazie a Daniele e Fernando per la loro immancabile e preziosa presenza.

Un ringraziamento doveroso va inoltre tributato al Comune di Castel di Sangro ed al Museo Internazionale della Pesca a Mosca “Stanislao Kuckiewicz” per il prezioso e necessario patrocinio.

Arrivederci al prossimo anno.

Ottavio A.

 

Foto di Antonello C. e Davide Z.

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