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LA TECNICA SIM. Origini, evoluzione e filosofia.

Con questo primo articolo, inauguriamo una serie di pubblicazioni tratte dal Manuale Tecnico che la SIM distribuisce, come compendio didattico, durante i Corsi di Perfezionamento.

Gli articoli avranno cadenza settimanale e saranno di volta in volta incentrati su un singolo aspetto tecnico, in questa prima uscita introduciamo l’argomento con una panoramica sulle peculiarità che caratterizzano la Tecnica SIM.

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Nota: Il manuale tecnico che man mano sarà pubblicato su Simfly.it  è solo una sintesi della tecnica di lancio TS e non è esaustivo della complessa tecnica insegnata.

Prima parte

“Lo scopo del presente manuale è quello di accompagnare il lettore nell’apprendimento della Tecnica di Lancio detta “Tecnica SIM”, in abbreviazione TS, ed allo stesso tempo di fungere da promemoria delle lezioni impartite dagli Istruttori.

Chiaramente le spiegazioni dei lanci e dei gesti descritti nel manuale non hanno la pretesa di sostituire l’Istruttore, il quale è il solo in grado di impartire la correttezza dei gesti e le “sensazioni” che si avvertono nelle varie fasi di ogni specifico lancio.

La Tecnica SIM ha le sue basi su una tecnica di lancio denominata TLT (Tecnica di Lancio Totale), nata dalla geniale intuizione di Roberto Pragliola, fondatore nel 1987, insieme ad altri lungimiranti pescatori a mosca, della S.I.M. – Scuola Italiana di pesca a Mosca.

 

Alla base della TS, c’è il principio fondamentale, quasi filosofico ma estremamente importante, dove il lancio deve essere controllato fino alla deposizione della mosca in acqua, ed anche oltre, e che non deve essere solo un tramite per proiettare l’artificiale “avanti ed indietro” fino ad abbandonarlo in aria, sperando che cada dove e come vogliamo.

Il controllo ci permette di decidere con esattezza dove posare la mosca, ma ci permette anche di decidere come posarla, il finale e la coda, quale corrente sfruttare e quale evitare. In definitiva il controllo permette al pescatore di avere la totale padronanza della sua attrezzatura

Grazie al controllo, il pescatore è in grado di districarsi praticamente i tutte le situazioni di pesca che si possono presentare, dagli ampi fiumi di fondovalle fino agli intricati ruscelli di montagna.

Inizialmente la TS è nata basandosi sull’uso di attrezzature che, in gergo, vengono definite leggere, intendendo con questo canne fino alla 8” (245 cm circa) e code classificate #4 secondo lo standard AFTMA, con particolare predilezione dell’uso di canne di 7’6” (231 cm circa) e code del #3. Nel corso degli anni, grazie alla esperienza degli istruttori e alla continua ricerca, nella SIM si sono applicati i concetti base della TS anche alle attrezzature pesanti, spingendosi fino alle attrezzature da mare.

Il lettore constaterà nel seguito che questo manuale si concentra principalmente sulle attrezzature leggere e sul suo lancio, fondamentale per tutta la tecnica; questo perché una volta acquisita la sensibilità per gestire attrezzi dal peso irrisorio ed una volta “memorizzati” i vari movimenti, nonché i concetti base, l’estensione ad attrezzature alternative diventa molto più facile, avendo come risultato inaspettato anche un migliore controllo del lancio.

 

IL LANCIO COME MASSIMA ESPRESSIONE DELLA TECNICA DI PESCA

Di tutte le tecniche di pesca “la Pesca a Mosca” è forse l’unica nella quale il lancio riveste un’importanza assoluta, quasi maniacale.

Se in tutte le altre tecniche di pesca il lancio costituisce solo un mezzo per proiettare in prossimità della zona di pesca, nella Pesca a Mosca oltre a svolgere il requisito di portare l’artificiale, quasi sempre di peso nullo, nelle vicinanze del pesce, serve anche per risolvere la miriade di situazioni di pesca che di volta in volta si presentano, delle quali si parlerà in questo manuale.

La “Tecnica SIM” (generalmente ribattezzata TS) prevede tutta una serie di lanci specifici necessari per affrontare le varie situazioni di pesca; tuttavia, ognuno di questi lanci diventa possibile solo grazie ad alcuni concetti di base che danno origine a quello che senza timore di smentita è il lancio più difficile, ma anche il più efficace ed elegante di tutta la TS il “Lancio Angolato”.

Nelle basi di questo lancio, c’è la chiave di lettura di quasi tutti i lanci che si succederanno nel corso della progressione didattica.

 

CONTROLLO – PRECISIONE – VELOCITA’ – DELICATEZZA

Abbiamo accennato al controllo di tutto il sistema trattandolo quasi come un argomento filosofico. Vediamo di capire cosa significa il controllo lasciando ai capitoli successivi la spiegazione di come ottenere certi risultati.

Chiunque abbia provato a pescare a mosca anche solo per pochissime uscite avrà constatato che non appena la mosca tocca la superficie liquida in movimento viene trascinata dalla corrente formando quelle caratteristiche onde a forma di V, questo fenomeno è noto come “dragaggio della mosca” o semplicemente “dragaggio”, difficilmente una mosca che ara la superficie liquida si presenta come efficace inganno per il pesce, a prescindere da quanto essa sia bella e realistica.

L’esigenza di controllare completamente il sistema “canna-coda-finale-mosca” nasce proprio dalla necessità imprescindibile di combattere nel miglior modo possibile il fastidioso fenomeno del dragaggio.

Parallelamente alla soluzione delle situazioni di dragaggio, il controllo ci permette di depositare la mosca in punti che diventano irraggiungibili per le altre tecniche di lancio: si pensi ad esempio a situazioni con la vegetazione che sfiora l’acqua o alla necessità di aggirare ostacoli naturali; in generale ci permette di sfruttare tutte quelle situazioni e luoghi dove più probabilmente staziona il pesce.

Altro effetto benefico fornitoci dal controllo del sistema è la capacità di depositare nel punto di pesca la mosca in maniera silenziosa e delicata, senza disturbare l’ambiente circostante che potrebbe mettere in allarme i nostri avversari.

 

Riassumendo il controllo si traduce in tre termini fondamentali:

  • precisione: è il pescatore che decide il punto preciso in cui deve posare la mosca e come depositare il finale;
  • velocità: grazie alla modulazione della velocità il pescatore è in grado di decidere se arrestare la mosca in acqua o farla penetrare in un anfratto;
  • delicatezza: in ogni lancio la deposizione della mosca in acqua avviene in maniera “naturale”, ma, quando necessario il pescatore può “battere” la mosca in acqua.

 

Precisione

Nella TS il lancio è finalizzato alla pesca, e purché esso sia efficace bisogna raggiungere direttamente l’obiettivo, quindi la mosca, qualsiasi sia il lancio che stiamo effettuando, deve essere indirizzata direttamente nel punto e nel modo che abbiamo scelto. Il vettino della nostra canna potrebbe essere trattato alla stregua di un mirino. Se con un fucile, per colpire il bersaglio, si mira direttamente su questo, nello stesso modo, per indirizzare la mosca nel punto prestabilito il lanciatore deve “mirare” con il proprio vettino nella direzione della mosca; come nell’Angolato allineando completamente mosca, finale, coda, canna e persino il braccio; in lanci particolari quali i Lanci Curvi la precisione la si ricerca nella capacità di depositare la mosca nel punto prestabilito e plasmare finale e coda quasi a proprio piacimento.

 

precisione

 

 

 

 

Figura 1.
Traiettoria parallela e angolata

 

 

Velocità

Nonostante l’idea geniale e rivoluzionaria alla base della TS sia quella di controllare completamente il lancio, questa tecnica è da molti ritenuta innovativa perché, a livello macroscopico, si differenzia dalle altre per la notevole velocità di esecuzione di gran parte dei lanci. In realtà è errato pensare che la velocità sia questa innovazione.

Pur nella sua importanza, la velocità è solo un mezzo per ottenere due importantissimi risultati: da un lato la possibilità di proiettare a grande distanza code estremamente leggere, a tutto beneficio della delicatezza di posa, allo tesso modo ci permette di “costringere” il finale, di solito lungo, e la mosca a penetrare in profondità al di sotto della vegetazione con un Sovrapposto, come, con un Tagliato a proiettare per diversi metri la coda in avanti senza portarla alle nostre spalle.

 

Per “Lanci Curvi” si intendono quei lanci attraverso i quali nel momento di depositare la mosca in acqua il finale e la coda disegnano una curva più o meno accentuata. Anche ai curvi si darà spazio nel seguito.

II “Sovrapposto” è un lancio utilizzato praticamente in ogni uscita di pesca. Eseguito con perizia e alla giusta velocità ci permette di penetrare anche per più di un metro al di sotto della vegetazione, anche quando essa è molto vicina alla superficie dell’acqua.

II “Tagliato” nasce per tutte quelle situazioni in cui non c’è la possibilità di volteggiare liberamente la coda dietro al lanciatore a causa di ostacoli e, con le sue varianti, viene utilizzato per risolvere diversi problemi di posa della mosca in pesca quando si è limitati con lo spazio posteriore.

Anche se, come vedremo nel seguito, ad un certo punto dovremmo escogitare un sistema per “consumare” questa velocità, i benefici che essa apporta ad una gran parte dei lanci la rendono irrinunciabile.

 

Delicatezza

A ognuno di noi viene spontaneo pensare che delicatezza e silenziosità di posa siano in antitesi con velocità e precisione, invece è tutto l’opposto. Anzi, quando velocità e precisione sono dosate con la dovuta abilità, la posa della mosca avviene quasi automaticamente in modo silenzioso e delicato. E questo proprio in virtù della precisione e della velocità.

Infatti quando si è indirizzata la mosca sul bersaglio essa tocca per prima la superficie dell’acqua, evitando che la zona di pesca sia disturbata dalla coda che cade su di essa prima della mosca e quando la velocità è dosata la mosca arriva nel punto prescelto praticamente ferma ed è la prima cosa che attira l’attenzione del pesce.

 

delicatezza

 

 

Figura 2.
Una coda lenta e pesante che cade da un’altezza significativa è fonte di disturbi. La traiettoria con velocità dosata ed angolata risolve il problema in modo concreto.

 

LE LEVE DEL CORPO

E’ il Lancio che risolve i problemi di pesca, non l’attrezzatura.

Ogni tipo di lancio nella pesca a mosca nasce dalla messa in movimento e dall’interazione di due sistemi: il materiale adoperato (canna, coda, finale) e la muscolatura utilizzata dal lanciatore.

Sono gli arti “educati” del lanciatore all’origine di un buon lancio, mentre il materiale utilizzato non fa altro che rispondere ai loro impulsi.

Una canna di elevata qualità nelle mani di un mediocre lanciatore darà soltanto dei risultati mediocri. Al contrario, un bravo lanciatore sarà in grado di lanciare bene anche con una canna mediocre.

Quindi, il pescatore che desidera acquisire una buona tecnica di lancio, dovrà dedicare molto tempo per lavorare sull’educazione dei propri arti e sulla “memoria muscolare”, piuttosto che perdere tempo e denaro nella ricerca della canna ideale.”

 

Fine della prima parte, per discuterne, commentare e quant’altro, c’è un’apposita discussione sul forum, ti aspettiamo

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