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finali
2 Ottobre 2013
04:49
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Giordano

Mayfly
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farsi un finale non è difficile, il difficile è come farlo. la cosa sbagliata, secondo me, quello di affidarsi a ricette già fatte, non perchè non vadano bene ma perchè questi finali sono sicuramente adatti a chi li ha ideati ma non sempre a chi li legge.  ognuno dovrebbe, secondo la mia opinione, costruirsi il proprio in base alla propria attrezzatura, caratteristiche ed abilità di lancio, necessità in pesca. ad esempio se peschiamo in un piccolo torrente dove si lancia mediamente ad una distanza di 5-7 metri, è bene utilizzare un finale molto corto, che permetta di far caricare bene la canna. se invece peschiamo a fondo valle con lanci medi intorno ai 15 metri è bene affidarsi a finali ben più lunghi. se poi peschiamo in doppia trazione a distanze al limite delle nostre possibilità è bene tornare a ridurre la lunghezza per evitare se possibile i tailing che inevitabilmente tenderanno a formarsi proprio perchè lanciando molto distante difficilmente riusciremo a controllare con efficacia loop coda e finale. la meccanica stessa della doppia trazione presenta inevitabilmente dei vuoti di tensione che tendono ad “arricciare” il loop. come dicevo anche l’abilità di lancio incide sulle misure del finale in quanto chi non riesce ad usare con efficacia  la sinistra, ed io purtroppo ne so qualcosa, troverà difficoltà stendere finali lunghi. nel corso degli anni ho visto pam affidarsi a mode o ricercare la lunghezza del finale per poter esibire con orgoglio il finale usato di 6 metri lanciato magari con coda 1. ci si riesce, ma che fatica! vorrei tentare di razionalizzare , per quanto possibile la costruzione dei finali nel tentativo di renderlo più idoneo  alle esigenze ed alle caratteristiche possedute. penso  che la discussione abbia una certa importanza in quanto canna e coda lanciano, ma chi pesca è proprio il finale.

beh malik abbiamo cominciato, chissa se ci sarà partecipazione.

2 Ottobre 2013
05:36
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Giordano

Mayfly
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23 Settembre 2012
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anche la tecnica di lancio usata incide sul finale. ricordo qualche hanno fa, quando si spingeva nel lancio in avanti alla fine dell’escursione di  mano e braccio con colpi piuttosto violenti, alla faccia del loop a lama di coltello, si era costretti ad iniziare il finale con del nylon di diametro 0,55 o superiore. è ovvio che il tutto era a scapito del controllo di loop e posa e si confidava sul fatto che tanto il colpo inferto si portava comunque in avanti nonostante la poca direzionalità data al loop nella speranza che la mosca viaggiasse il più veloce possibile per poi ricorrere ad uno schooting esasperato per ammortizzare l’impatto della mosca con l’acqua. sembra un modo paradossale di lanciare. lo stesso risultato si poteva raggiungere in modo molto più naturale e rilassato e sopratutto controllato. ma così era. mi verrebbe da parlare dell’angolato, ma è meglio che mi trattenga e vi risparmio le considerazioni che mi frullano in testa.

sui finali è stato scritto molto, le varie formule per individuare la lunghezza del tratto di potenza, di decrescenza e del tip hanno condizionato i finali di generazioni di pam e tutt’oggi ci sono pescatori che non riescono a sganciarsi da queste formule determinando l’incapacità di utilizzare finali costruiti appositamente per le proprie esigenze oltre  la noia mortale che suscitano nel sottoscritto quando si trova costretto ad acoltarli. questo non significa che rifiuto la cosiderazioni di Ritz e di chi ci ha preceduto, ma preferisco vederle come base di partenza e non certo come traguardo ultimo. lo stesso dicasi pe mosche, canne e lancio. ma quali caratteristiche deve avere un finale?

2 Ottobre 2013
05:45
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Giordano

Mayfly
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23 Settembre 2012
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praticità, stendibilità, dolcezza di posa, controllabilità, distanza della mosca dalla coda per non spaventare i pesci? a questo punto faccio una pausa e mi piacerebbe sentire le vostre opinioni prima di continuare, sempre se qualcuno trovi interesse per l’argomento.

2 Ottobre 2013
10:35
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Otto

Mayfly

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Ciao Giordano, i discorsi sui finali mi interessano molto e lo sai, soprattutto perché vorrei trovare un finale adattabile a più situazioni (non che io vari molto le situazioni di pesca: i fiumi che frequento sono bene o male gli stessi e con quasi le medesime caratteristiche e inoltre pesco prevalentemente a secca). Ciò che occorre, credo sia un finale ad ampia gestione, cioè adatto ad essere plasmato a seconda dei nostri lanci da pesca (sottovetta che uso moltissimo ma anche sovrapposti e curvi in genere).

Ciò che ho notato è che il profilo e quindi il peso delle code può aiutare molto in questa ricerca. non solo perché il finale deve adattarsi alla perfezione alla coda ma soprattutto perché, a mio avviso, deve avere una certa continuità con il profilo della coda stessa.

Ad esempio, prendiamo una classica doppio fuso: il profilo è ovviamente conico ed ognuna ha caratteristiche diverse in termini di rapporto tra la parte centrale e quella apicale e quindi di peso. Usando una DT quindi mi viene spontaneo pensare ad un finale che sia conico dall’inizio alla fine e che rispetti, seppur approssimativamente, gli stessi rapporti di peso e conicità della coda. Questo se voglio avere un finale che assicuri una continuità di azione alla coda.

Ciò non toglie che ad una DT potrebbe essere applicato un finale diverso, ad esempio con doppia conicità, tipo quelli che avevi provato tu che hanno sicuramente effetti diversi in termini di distensione e di sensazione di “peso”…  

"Wildness is the Preservation of the World, so seek the Wolf in Thyself"

2 Ottobre 2013
10:52
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Giordano

Mayfly
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23 Settembre 2012
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ciao otto, penso che come prima cosa bisogna stabilire cosa vuoi ottenere dal finale:

se vuoi non rinunciare alla sensazione ed al caricamento della vetta;

se vuoi favorire la lunghezza del tip;

se vuoi che alla mosca arrivi la maggiore energia possibile;

se deve essere pratico ed adattabile e quindi facilmente modificabile;

se non deve essere più lungo della canna perchè i nodi si impigliano negli anelli;

ecc. ecc.

stabilito ciò che vuoi allora puoi pensare a come costruirlo. c’è da dire inoltre che un buon lanciatore riesce, grazie all’uso della sinistra, ad adattarsi a qualsiasi finale  (beh proprio tutti no) magari con risultati inferiori ma si adatta.

l’errore sta eventualmente nel rimanere fossilizzato a certe misure o diametri solo pechè qualcuno ti ha consigliato o perchè hai sempre fatto così. è innegabile che il finale che va bene per una coda 5 non va bene per la 2, anche se come dicevo ci si adatta.

2 Ottobre 2013
18:43
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Giordano

Mayfly
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23 Settembre 2012
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secondo te malik, quali caratteristiche privileggeresti in un finale?

 

ps naturalmente non solo malik ma tutti possono dire la loro oponione

3 Ottobre 2013
00:30
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malik

Mayfly

Istruttore SIM
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23 Settembre 2012
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Caro Giordano

Tutto dipende in quale condizione pesci, di ciò che cerchi di ottenere, con che tipo di mosca, di canna, di coda, della tua “personalità” di lanciatore come direbbe l’amico Gérard Jungo, ecc. I parametri sono mooooolto troppo numerosi per farti una risposta unica !

Per me, quando pesco in fiume, grande o piccola, con coda di 2 a 6, tendo ad avere più o meno la stessa formula di finale (niente di originale : quella del nostro manuale) fino all’asola e gioco poi sulla lunghezza della punta, che dipende dalla mosca, del vento, del posto a pescare, della mia forma del giorno, del comportamento dei pesci, ecc.

Si si tratta di pescare a distanza in lago  o con un streamer o in mare, riduco un poco la lunghezza del finale e uso un finale conico che trovo nel commercio, che taglio ad un certo livello secondo il tipo di pesce ricercato, a cui aggiungo una punta.

Devo confessare che, a forza di lanciare con le canne, code e finali molto differente, tendo ad adattarmi a pressappoco qualsiasi finale. È una competenza che ho sviluppato grazie alle mie attività di istruttore alla SIM, dove spesso devi mostrare all’allievo o a l’istruttore come fare e devi farlo col suo proprio materiale senza fare troppo brutta figura. 

Ciò dice, se dovessi rispondere  alla tua domanda direi : per me, un buono finale è quello che, a lunghezza uguale, domanda il meno di sforzo per fare passare la mosca in testa, perché meno è la forza necessario per raggiungere questo risultato, migliore è il controllo che abbiamo per plasmare il finale alla situazione di pesca. Naturalmente, se il finale è talmente veloce che è incontrollabile, è un cattivo finale.

 Breve, come vedi, sono piuttosto conformistico in materia di finale e ho molto ad apprendere —  ma, a dire il vero, ciò che ti suggerivo non era di aprire un’altra discussione nel foro sul argomento finale ma che scrivi un vero articolo che potremmo pubblicare sul sito e sul nostro manuale.

Che cosa ne pensi ? 

Malik

Per vedere i nostri video click qui : Vimeo Simfly

3 Ottobre 2013
04:53
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Naoto date

Imago
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18 Novembre 2008
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Ottima idea malik.

Naotho date(alias l'uomo tigre)....solitario nella notte va,se lo incontri gran paura fa,il suo volto ha la maschera,tigre......

3 Ottobre 2013
05:42
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Giordano

Mayfly
Registrato
Messaggi del Forum: 1736
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23 Settembre 2012
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si malik avevo capito la tua richiesta, solo che, come ti ho detto, dobbiamo rimandare alla prossima settimana e non mi dispiaceva sentire anche l’opinione degli altri. io ho ridotto molto la lunghezza del finale, appena 120 centimetri più il tip che invece è piuttosto lungo. se posso, ma non è sempre possibile, cerco di non superare di molto la lunghezza della canna per non avere problemi in fase di recupero del pesce con i nodi che si impigliano negli anelli. l’adattamento del finale alla situazione lo faccio esclusivamente mediante  il diametro e la lunghezza del tip. una cosa che credo di aver capito per fare si che il finale sia bilanciato è tenere in considerazione  la sua massa. anche se come dicevo ci si adatta, penso che ad ogni coda, sulla base del proprio peso e della rastremazione si abbini un finale il cui peso rientri in un certo intervallo. per rimanere all’interno di questo range è opportuno intervenire sulla lunghezza e sul diametro iniziale, nel senso che se voglio un finale più corto, più o meno con le stesse caratteristiche debbo cambiare 1,30 metri di 0,40 con 0,70 metri di 0,55. un’altra cosa che ho eliminato la differenziazione tra tratto di potenza e tratto di decrescenza. secondo me questo modo di intendere il finale è più adatto a  code abbastanza pesanti con velocità di coda non molto elevate. un’altra cosa da dire che tanto più il finale è fatto con nylon spesso e lungo tanto più energia assorbe nello svolgersi e meno ne rimane al sistema fino a perdere completamente la sensazione di caricamento della canna in casi estremi. i finali che uso ora sono in trafilato conico più il tip o a treccia più il tip. il tip vero e proprio è preceduto da un pretip di 80-100 cm di 0,22 o 0,20 in base alla necessità di mandare l’energia in testa. prima di dare ricette varie è bene che più persone provino i miei finali, perchè possono essere legati al mio modo di lanciare che non è quello di un tempo. ad esempio per me ora è importante la sensazione di caricamento della canna più delle altre persone. questo naturalmente può falsare le cose.

è ora che mi prepari alla partenza, ciao malik, ci sentiamo la prossima settimana.

 

9 Ottobre 2013
06:47
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Giordano

Mayfly
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23 Settembre 2012
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ragazzi ho provato un filo dal carico di rottura INCREDIBILE, lo 0,04 tiene 3,5 kg e non si riesce proprio a spezzarlo con le mani. se vi piacciono i finali corti fatti a treccia (io l’ho utilizzato in questo modo mescolato con nylon cavo e che quindi non affonda) vi consiglio vivamente di provarlo. l’unico rischio è che se prendete un pesce xxl il filo non si spezza, ma la canna si. si chiama fireline prodotto dalla berley. le bobine da 110 mt le ho trovate a 22 €. le misure vanno da 0,04 a 0,25. se qualcuno è interessato e vuole sapere come costruisco le trecce, fatemi sapere.

ciao

9 Ottobre 2013
10:16
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LUCAC71
Corropoli (TE)
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23 Settembre 2012
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giordano, non metto in dubbio la tua parola, ma uno 0,04 che tiene 3,5 kg mi sembra molto strano!!!

però se così fosse ne voglio prendere un rotolo di 0,04 e uno di 0,08, potresti procurarmeli senza fretta?

ricordati:
1) di presentarti a simfly.it nell'apposita sezione
2) di non porre domande su argomenti già aperti
3) se ravvisi un problema parlane prima in privato con i moderatori

9 Ottobre 2013
10:36
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Giordano

Mayfly
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23 Settembre 2012
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anche a me sembrava strano, ma è così. lo trovi facilmente in internet. il filo ricorda il trecciato in kevlar, ma è fuso e non  trecciato

9 Ottobre 2013
11:05
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Martin pescatore
Pescantina (VR)

Subimago

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23 Settembre 2012
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       Superfilo Trecciato Berkley FIRELINE CRYSTAL

Descrizione prodotto

Il primo superfilo traslucido della storia.
Praticamente invisibile sott’acqua e carichi di rottura elevatissimi.
Vincitore di tutti i primi premi delle principali fiere mondiali della pesca:
ICAST Show 2006 Las Vegas
EFFTEX 2006 Bruxelles
AUSTRALIA 2006 Melbourne
Geniale intuizione di casa Berkley

che ha reso traslucido e semi-trasparente un trecciato fuso di successo mondiale come il FireLine Original, letteralmente rivoluzionando il mondo della pesca.
La sua morbidezza permette di lanciare esche delicate e leggere a distanze impossibili, mantenendo un carico di rottura impensabile per un nylon.
Anche i diametri, che partono da uno 0.04, sono reali e perfettamente indicati per tutte le pesche più tipicamente italiane. Impiegato solo in bobina permette di lanciare un cucchiaino, ad esempio, a una distanza quasi doppia rispetto a un nylon con lo stesso carico. Nella pesca dalla spiaggia, dove si imbobina di solito uno 0.10, il vantaggio in pesca si tramuta subito con un incremento di gittata di almeno il 10%. Con il vantaggio che un filo così sottile in bobina non soffre il movimento delle onde, in quanto fende facilmente l’acqua, e non soffre nemmeno le alghe, che non trovano superficie di appiglio. Insuperabile la delicatezza con la quale riesce a segnalare qualsiasi toccata sull’esca, anche la più timida. Provato addirittura come filo da terminali ha permesso di catturare orate da sogno. Il FireLine Crystal infatti oltre ad essere pressoché invisibile è così sottile da non permettere all’orata di tagliarlo con i denti. Così come i granchi non riescono ad intaccarlo con la stessa facilità con la quale attaccano il nylon. Si tratta di un filo assolutamente indispensabile per la vostra attrezzatura e la vostra passione.

Caratteristiche:
Superfilo traslucido
Semi invisibile sott’acqua
Senza memoria meccanica
Allungamento prossimo allo zero
Carichi di rottura sbalorditivi
Molto Morbido

DIAMETRO CARICO DI ROTTURA (Kg) LUNGHEZZA (m)
0.04 3.50 110 – 270
0.06 4.40 110 – 270
0.08 5.00 110 – 270 – 1800
0.10 5.90 110 – 270 – 1800
0.12 6.80 110 – 270 – 1800
0.15 7.90 110 – 270 – 1800
0.17 10.20 110 – 270 – 1800
0.20 13.20 110 – 270 – 1800
0.25 17.50 110 – 270 – 1800

 

Martino Ricciardi - Fly Casting Club VeRona

9 Ottobre 2013
11:29
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Giordano

Mayfly
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grazie martino. l’unico inconveniente è l’estrema morbidezza per cui non si possono usare tip molto lunghi, in quanto la trasmissione della potenza è minore rispetto al nylon. io mi trovo bene con 80 cm di 0,12 con imitazioni del 14. in compenso pose molto delicate. comunque si riesce a mandare anche la mosca in testa, ma la sua penetrazione in profondità è sicuramente inferiore al nylon. viceversa molto adatto ovviamente a pose curve. inoltre il dragaggio è ridotto proprio per la grande morbidezza che permette al filo di adattarsi alle correnti. il lancio è comunque condizionato e, secondo me, è opportuno usare più la parte bassa della canna tipo sovrapposto per avere un buon controllo sull’artificiale.

9 Ottobre 2013
12:35
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Martin pescatore
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Subimago

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Ciao Giordano,

il filo da te provato l’avevo trovato cercando un filo in kevlar per la costruzione in asola secondo il metodo dell’amico Angelo Rosorani.

Poi vista la quantità (bobine da 110m o 270m) gli avevo preferito una piccola bobina di kevlar di Benecchi.

Confermo che si tratta di un filo intrecciato rivestito esternamente, si presenta liscio al tatto come un normale filo di nylon, ma ha tutte le caratteristiche delle trecce della prima generazione: assoluta mancanza di memoria, elasticità zero, durata maggiore degli usuali monofili.

Adesso mi trovo, viste la tue indicazioni, a rivalutarlo per un possibile uso come tip nei finali oppure nella costruzione di qualche treccia.

Sono curioso di sentire come costruisci i finali in treccia visto che li ho utilizzati per anni costruendomeli secondo quanto indicato da Witold Ziemacki nel suo libro “Come Pescare meglio con la mosca artificiale” e allungandoli proporzionalmente.

L’intreccio che segue un metodo di costruzione in uso in Spagna limita i nodi, utilizzando lo 0,04 e lo 0,08 in questione migliorerebbe indiscutibilmente vista la morbidezza e il diametri impiegati.

Interessante l’uso del nylon cavo per contrastare uno dei principali difetti dei finali a treccia: la facile affondabilità.

Indicami come integri il tutto.

Utilizzandolo come tip, come fai giustamente notare, bisognerebbe indubbiamente salire con i diametri per ottenere una rigidezza sufficiente a trasferire l’energia alla mosca nella proiezione del finale.

Credo che lo 0,10 o lo 012 (da te indicato) siano il miglior compromesso per ottenere dei vantaggi alle soluzioni abituali sia in termini di potenza che di minore visibilità rispetto ad un nylon dello 0,12 0,14 oppure dello 0,16 che solitamente uso.

Ricordo che per tagliare fili a base di kevlar è consigliabile utilizzare il classico tagliabalsa (o taglierino che dir si voglia) per non rovinare il filo delle nostre preziose forbici da pesca e non complicarsi inutilmente la vita.

Martino Ricciardi - Fly Casting Club VeRona

9 Ottobre 2013
13:09
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Martin pescatore
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A proposito come si comporta tale filo come resistenza al nodo ?

Mi interessa saperlo sia nell’unione al perfection loop (asolina) o al blood knot (classico nodo del sangue) del pretip che soprattutto come resistenza con il nodo sull’amo.

In quest’ultimo caso che nodi preferire ?

Il Klinch knot funziona bene ?

 

 

Martino Ricciardi - Fly Casting Club VeRona

9 Ottobre 2013
13:24
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Giordano

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ciao martino, la costruzione delle trecce è estremamente semplice e veloce, un po’ più complesso da spiegare.

innanzi tutto uso, come dicevo, un filo cavo, si chiama ultima flo-cast hollow monofil.  taglio 2,2 metri di fireline dello 0,20, poi prendo il nylon (0,22 o 0,25) e taglio due spezzoni, il primo di 2,1 metri, il secondo di 2,9 metri. annodo il primo spezzone a 60 cm dall’estremità del trecciato ed il secondo 90 cm prima (quindi ad 1,5 metri dall’estremità del trecciato). faccio un altro nodo in corrispondenza della fine del trecciato che interessi i tre fili, poi un altro nodo alla fine dello spezzone di 2,1 metri che lo leghi insieme all’altro nylon più lungo. alla fine di quest’ultimo faccio una piccola asola. prendo un trapano dove al posto della punta ho serrato un chiodo piegato in cui inserisco l’asola. faccio girare il trapano per una trentina di secondi dopo aver fissato l’altro estremo. fatto questo tolgo il filo dal trapano e, stando attenti a non fare allentare i fili avvolti e facendo perno all’inizio del trecciato, sovrappongo le due parti, stando attento che l’avvolgimento che segue avvenga nel miglior modo possibile. faccio un ultimo nodo alla fine dello spezzone da 2,9 ed il finale è fatto. alla fine dovresti ottenere un finale con tratti decrescenti di 5 fili, 4,3,2,1 rispettivamente di 60, 50, 40, 30, 40 cm. spero di essere stato chiaro. in caso contrario fammi sapere che ci riprovo

9 Ottobre 2013
13:46
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Giordano

Mayfly
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 i nodi non sono un problema. il perfection loop va benissimo. per unire gli spezzoni va benissimo un semplicissimo nodo con l’accortezza di infilarlo due volte. il nodo da cucchiaino per legare la mosca ( non ricordo il nome). tenuta come il carico incredibile

9 Ottobre 2013
14:38
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Martin pescatore
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Il Klinch knot è appunto il nodo del cucchiaino anche se, visto il carico di rottura del monofilo in questione, non credo serva rinforzarlo raddoppiando il capo del filo.

Martino Ricciardi - Fly Casting Club VeRona

9 Ottobre 2013
14:52
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Giordano

Mayfly
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hai ragione il nome del nodo è improved clinch

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