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Substance & Style By Al Kyte The Loop (Spring 2010)

Prima di lasciarvi alla lettura dell’articolo, una breve introduzione alla problematica trattata.

Anche grandi lanciatori quali Lefty Kreh, Mel Krieger, Steve Raieff, Joan Wulff etc hanno spesso movimenti differenti e insegnano, utlizzando un linguaggio in alcuni casi anche contraddittorio. Questo può causare confusione non solo tra gli allievi ma anche tra gli istruttori. Se si osservano i video di questi grandi lanciatori si noterà che hanno movimenti differenti, usano o meno il polso, fanno intervenire tutto il corpo, etc. etc. Mel krieger, ad esempio imponeva un polso bloccato ai principianti. La sua frase “… andate a casa e dormite col polso bloccato” è rimasta negli annali della letteratura del fly casting (Essence of Fly Casting). Eppure ancora oggi, molti istruttori sono in disaccordo su quanto polso usare e di come insegnare tale movimento (Al Kyte, Guide to Better Fly Casting 2008 Capitolo 1). Come mai tutti questi grandi lanciatori, pur avendo movimenti diversi, ottengono un ottimo lancio ? Perché tutti posseggono dei movimenti comuni (la sostanza) ed altri invece differenti (lo stile).

Il primo a utilizzare i termini “sostanza” e “stile” applicati al fly casting fu Al Kyte prendendo spunto dagli esempi riportati nell’eccellente opuscolo didattico di Mel Krieger “Observations on Teaching Flycasting “. Questi esempi lo misero in grado, per la prima volta, di distinguere tra cosa è la sostanza e cosa è lo stile del lancio. Nel 1980 assieme a G. Moran utilizzarono la biomeccanica per confrontare gruppi diversi di lanciatori impegnati in un lancio a distanza. Tale studio sfociò nell’articolo “Going to Distance” e successivamente in “Substance & Style” che è oggetto della traduzione.

 

Vi lascio alla lettura da cui potrete attingere numerosi spunti per i vostri allenamenti.

Gianni Campanini

 

Substance & Style

By Al Kyte & Gary Moran

American Angler Magazine (March/April 2000)

 

Sostanza e Stile

 

Nel 1993, studiando la biomeccanica del fly casting, abbiamo scoperto le caratteristiche che  accomunano i migliori lanciatori a distanza. Decidemmo di chiamare queste caratteristiche comuni la sostanza del fly cast. Notammo anche delle differenze nei loro movimenti, nonostante il fatto che tutti i lanciatori condividevano le medesime caratteristiche comuni. Tali differenze,  possono essere definite come lo stile personale. E’ stato scritto poco in merito al confronto tra questi stili differenti. Ancora nessuno impara a lanciare non solo attraverso l’importanza della sostanza, ma anche dei differenti modi di ottenere il medesimo risultato. I risultati raggiunti, in questo lavoro, sono stati ottenuti attraverso l’analisi dei filmati dei migliori lanciatori.

Qual è la Tecnica Valida ?

Molti principianti cercano di imitare la tecnica di Lefty Kreh, Mel Kriger, Stev Rajeff, Joan Wulff o altri lanciatori di fama mondiale. Questi lanciatori però hanno movimenti molto differenti tra loro. Questo può creare confusione sia a un istruttore sia a un allievo. Utilizziamo la biomeccanica per mettere in evidenza tali differenze e frazioniamo il lancio in quattro elementi :

–        le leggi della fisica che sono coinvolte del lancio;

–        lo scopo del lancio;

–        l’attitudine del lanciatore a personalizzare i movimenti;

–        l’attrezzatura utilizzata.

Ognuno di questi elementi può avere effetti sui movimenti e, in gran parte, aiuta nel definire una tecnica valida.

La prima cosa che vogliamo fare è definire le leggi della fisica coinvolte nel lancio, che sono quei movimenti che vanno oltre le differenze che osserviamo tra i vari lanciatori. Nel lancio verticale la legge fisica più importante può essere descritta in tre movimenti sequenziali e rettilinei che si verificano prima, durante, e dopo il lancio. Per prima cosa si inizia un lancio in avanti quando la coda è raddrizzata e diretta all’indietro (il prolungamento in avanti della coda sarà diretta verso l’obiettivo finale). Poi si accelera dolcemente la vetta, e la coda, in avanti verso l’obiettivo prefissato. E,  per ultimo, si stoppa la canna così che la coda si srotoli lungo la medesima direzione con un loop il più possibile stretto, fino a quando la coda non si raddrizzerà di nuovo.

La chiave per un buon lancio non è lo stile ma la conoscenza delle leggi della fisica che vi sono coinvolte.

Nel nostro studio i migliori lanciatori (quelli che raggiungono distanze maggiori) si differenziano da un “buon lanciatore” nel fatto che raddrizzano completamente la coda nel lancio indietro (con una coda meno floscia), accelerano la vetta lungo una traiettoria rettilinea, e stoppano la canna nel modo più repentino possibile, causando lo scaricamento della vetta il più vicino possibile alla coda in movimento formando un loop stretto. E’ chiaro che le medesime leggi fisiche che s’insegnano ai principianti devono continuare nel migliorare l’abilità del lanciatore quando si cimenterà in lanci più lunghi e più difficili.

Se si verificano questi tre movimenti rettilinei della coda, allora il lanciatore ha raggiunto anche altre cose importanti: egli carica e scarica perfettamente la canna, equilibra in modo efficiente il casting arc e il casting length, ottenendo un corretto timing fra il lancio avanti e indietro. Perciò le grandezze:

–        flessione della canna,

–        casting arc,

–        casting length,

–        timing,

sono variabili che il lanciatore modifica in modo da raggiungere qualcosa di importante: il movimento rettilineo della coda. Sono queste variabili che aiutano a definire lo “stile” del lanciatore.

Lefty Kreh

Jerry Siem

 

1.     Indipendentemente dallo stile, tutti i grandi lanciatori analizzati utilizzano i medesimi aggiustamenti di base quando passano da un lancio corto a uno lungo,  amplificando il movimento della mano, lungo un differente piano.

Poichè il nostro studio passa dalla fisica di base del lancio ad altri aspetti, abbiamo notato alcune differenze nei movimenti dei vari lanciatori, e alcune di queste differenze possono essere comprese all’interno dello scopo del lancio.

Quando i lanciatori cambiano lo scopo primario del lancio, iniziano a fare affidamento su diversi principi di biomeccanica. Quando si concentrano sulla precisione, riducono il movimento del lancio, utilizzano meno i movimenti del corpo e rallentano l’attività muscolare. In altre parole, i lanciatori che hanno difficoltà nel generare velocità di coda per raggiungere le lunghe distanze, usano movimenti aggiuntivi del corpo, e accelerano la contrazione muscolare; perciò i fattori che contribuiscono a un lancio preciso ne riducono la velocità e vice versa. A questo punto, ogni lanciatore dovrebbe stabilire la velocità più idonea della coda e modificare i propri movimenti di conseguenza.

Gli effetti del cambiamento dello scopo del lancio sono più visibili quando i lanciatori passano da un lancio a breve distanza a uno lungo. Ciò diventa evidente nel proseguo di questo studio svolto nel gennaio 1997, in cui abbiamo filmato sette lanciatori eccezionali, incluso Lefty Kreh, Jerry Siem, Bruce Richards, e George Cook.

Il nostro interesse è rivolto principalmente all’identificazione delle somiglianze e delle differenze nei lanciatori, durante i medesimi lanci e con lo stesso tipo di canna e coda. Sebbene confrontando tali fattori, come l’azione della canna e i tipi di coda, le più evidenti differenze compaiono quando passiamo da un lancio di precisione a una distanza di circa 11 m, a un lancio di circa 27 m.

Quando confrontiamo questi lanci, per prima cosa notiamo differenze impressionanti nella quantità della flessione della canna e nel casting arc, due variabili che interagiscono da vicino.

Nei lanci lunghi il peso in più della coda e l’applicazione della forza del lanciatore, generano una flessione aggiuntiva alla canna, che abbassa la vetta. L’esigenza di avere una traiettoria rettilinea della coda ci porta, quindi, ad abbassare la vetta sia all’inizio sia alla fine del casting stroke. I lanciatori lo ottengono attraverso l’ampliamento del casting arc.

I sette lanciatori esperti ruotano l’impugnatura della canna in avanti di 78 ° durante i lanci corti (a circa 11 m) e di un angolo più ampio di 133° durante i lanci lunghi.

Ogni lanciatore, a prescindere dallo stile, amplia notevolmente il casting arc quando lancia a distanza. Questo confronto tra lanci corti e lunghi ci consente di studiare anche le differenze nella lunghezza dello stroke, cioè la distanza che percorre la mano in avanti in direzione del bersaglio durante il casting stroke. Abbiamo trovato che tutti i sette lanciatori, quando passano da lanci corti a lunghi,  cambiano sia la direzione della mano sia la lunghezza del movimento della mano stessa.

I movimenti della mano durante il lancio in avanti sugli 11 m, sono corti e rivolti più verso il basso che in avanti. Durante i lanci a distanza, i movimenti della mano sono notevolmente più lunghi e diretti più in avanti che verso il basso. Questa differenza tra la lunghezza dello stroke tra lanci corti e lunghi, convalidano l’idea didattica di dire che: “lanci corti = stroke corti” e “lanci lunghi = stroke lunghi”.

Malgrado il fatto che, nelle nostre indagini, il lancio più lungo sia stato caratterizzato: da un più ampio casting arc, da un incremento della flessione della canna e da un più ampio movimento della mano; tali divergenze consentirono al lanciatore di ottenere ugualmente una coda rettilinea come in un lancio corto. Lo scopo e i movimenti possono cambiare, ma la sostanza delle leggi fisiche no.

2. Tra i filmati dei lanciatori, si è riscontrato un’ampia variabilità dell’utilizzo del movimento del corpo per realizzare un lancio a distanza.
(Sopra) Jerry Siem genera forza con un preciso timing del movimento della spalla;
(Al centro) George Cook ruota la parte superiore del corpo mantenendo una posizione diritta.
(In basso) Lefty Kreh utilizza tutto il corpo all’interno del casting stroke.

 

Auto-ottimizzazione (personalizzazione)

I lanciatori si muovono in modo differente uno dall’altro, anche quando lo scopo del lancio è il medesimo. Anche se a un istruttore vengono richiesti movimenti precisi, gli allievi iniziano presto a dissentire su alcuni aspetti come la lunghezza del stroke, la posizione della mano, e il fatto di usare o meno il polso. Descriviamo questo fenomeno come la tendenza di ognuno di noi di auto-ottimizzarsi o inconsciamente di selezionare i movimenti che sembrano funzionare meglio.

Questa tendenza di auto-ottimizzarsi aumenta con le differenze nell’anatomia, nella fisiologia, nella taglia e nella robustezza. Per esempio persone alte possono lanciare più lontano di quelle basse, a causa della maggior velocità impressa alla vetta dovuta a movimenti più lunghi del sistema leva (braccio e canna) a pari velocità. Persone piccole di statura, possono lanciare più lontano a condizione di avere la forza o la velocità del braccio per muovere il sistema leva più velocemente delle persone alte. Le persone cominciano a far affidamento su percorsi leggermente differenti nei movimenti, per trarne un beneficio e spesso senza accorgersi di come è stato ottenuto questo beneficio.

2. “L’auto-ottimizzazione” può essere vista nel modo che hanno i lanciatori di tenere il gomito  in posizione differente durante il lancio in avanti.

L’autore ha identificato tre stili:

(A sinistra) Jerry Siem:       gomito-avanti

(Al centro) George Cook:   gomito-basso

(A destra) Bruce Richards: gomito-fuori-di-lato

Tutti questi stili differenti possono essere utilizzati per raggiungere la sostanza della fisica di un buon lancio.

Notiamo l’auto-ottimizzazione nel modo in cui un lanciatore usa il proprio corpo, in un lancio a distanza, per ottenere una forza aggiuntiva al braccio che impugna la canna. Per ottenere la forza richiesta Lefty kreh usa una postura aperta per utilizzare l’intero corpo. George Cook realizza un lungo movimento in avanti principalmente attraverso una rotazione della parte superiore del corpo partendo da una postura quadrata. Jerry Siem applica una forza esplosiva con un più breve ma preciso timing del movimento della spalla.

L’auto-ottimizzazione si vede anche nella postura del braccio. E’ più evidente nel modo in cui il lanciatore posiziona il gomito per il lancio avanti.

Jerry Siem incarna lo stile “del gomito all’indietro”. Questo stile è frequentemente sviluppato nei tornei di lancio che tengono sia l’avambraccio che la canna verticali per aiutare a raggiungere una estrema precisione.

Il braccio di Lefty Krey è più vicino allo stile “gomito basso”. Abbassando il gomito ottiene una posizione della mano più vicino al corpo (posizione più raggruppata) che aiuta nell’applicazione della forza quando usiamo canne più pesanti o rigide, rendendolo adatto alla pesca in mare.

Bruce Richards incarna lo stile “gomito fuori di lato”, che è spesso utilizzato tra chi pesca con i ciambelloni e da chi è immerso nell’acqua fino alla vita. In tali situazioni è necessario tenere il gomito fuori dall’acqua.

Anche se i loro stili variano e utilizzano muscoli differenti, tutti iniziano ad applicare la forza alla canna prima che la mano si  muova avanti al corpo. E a ogni  accelerazione la loro coda si muove lungo la consueta traiettoria rettilinea. Un allievo può avere un beneficio nel rendersi conto che i lanciatori esperti adottano movimenti differenti. L’allievo non deve essere una replica esatta del proprio istruttore. I test importanti sono quelli che soddisfano le leggi fisiche che regolano i movimenti per mantenere la traiettoria rettilinea della coda, comprendendo anche il controllo del loop.

 

I vostri esercizi

Se state apprendendo il lancio base o le rifiniture per aggiungere distanza o aumentare la precisione, i concetti qui espressi possono aiutarvi negli allenamenti. Mantenete la concentrazione sulle basi più sostanziali del lancio, muovete la coda lungo una traiettoria il più possibile rettilinea. Ora potete prendere confidenza con le altre grandezze del lancio:

– casting arc,

– casting length,

– caricamento e scaricamento,

– timing,

– impugnatura,

– posizione del corpo,

per trovare la giusta combinazione che vi dia i movimenti più rettilinei e loop più stretti. Queste combinazioni e adattamenti definiranno il vostro stile personale.

Iniziate cercando la traiettoria della coda durante il lancio portando la vetta giù parallela al terreno. Il lancio laterale, con il piano di lancio frontale, vi permette di vedere e controllare che la coda sia rettilinea dietro la vetta, che il movimento della vetta sia lungo una traiettoria rettilinea, e il loop si formerà quando la canna avrà uno stop repentino. Non c’è modo migliore di controllore il più importante concetto del lancio: cioè la traiettoria rettilinea della coda. Potete anche ricorrere a uno specchio per vedere meglio la traiettoria della coda. Variate di proposito il casting arc, l’ammontare della forza, il punto di stop, l’impugnatura e i movimenti, e notate le differenze che si creano nella traiettoria della vetta e nel loop. Solitamente ognuno di noi cerca di ottenere loop più piccoli, imparando a limitare il casting arc e stoppando la canna in modo più repentino.

Se avete usato un piano di lancio laterale, e avete controllato che la traiettoria della coda sia corretta, allora potete gradualmente riportare il piano sulla verticale. Ora cimentatevi nei lanci a distanza. Se compaiono dei tailing loop, provate un movimento più lungo della mano o un casting arc più ampio. Se il loop è troppo ampio, avete probabilmente esagerato uno degli aggiustamenti.

 

Lanciando su un piano parallelo di fronte a voi, potrete controllare meglio “l’essenza del lancio”. In questo modo potete apportare gli aggiustamenti necessari per far muovere la coda su una traiettoria rettilinea. Dopo, lentamente, portate il piano più sulla verticale.

Alcune volte il lancio con la mosca è presentato come una precisa sequenza di movimenti, e ogni deviazione è trattata come un errore.

La tendenza a insegnare lo stile come se fosse sostanza spesso genera confusione. Non fatevi intimidire dalla visione dei grandi lanciatori che si cimentano tra loro in gare all’aperto. Finchè la vostra coda si muove su una traiettoria rettilinea, non vi è ragione di sentirvi imbarazzato per il vostro stile.

 

Al Kyte è professore a Berkeley. È teorico del lancio e pescatore da oltre 30 anni.

Gary Moran è PhD in anatomia e ricercatore medico in biomeccanica.

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